Arrestato Matteo Messina Denaro: il boss, latitante da 30 anni e ricercato numero uno, ha 60 anni. Al momento dell’arresto era ricoverato nella clinica privata La Maddalena di Palermo, dove sembra si stesse curando per un tumore.
Il boss Matteo Messina Denaro e le stragi di Falcone e Borsellino
Il blitz dei carabinieri del Ros scatta attorno alle 9 di lunedì: all’arrivo dei militari, Matteo Messina Denaro avrebbe tentato di scappare, ma è stato bloccato dai carabinieri. Il superlatitante, dopo gli arresti di Totò Riina e Bernardo Provenzano, era il latitante per eccellenza, nonché depositario dei segreti di mafia che da decenni accompagnano la parallela esistenza malavitosa in Sicilia e tutta Italia.
Messina Denaro deve scontare ergastoli per decine di omicidi tra i quali quello per l’assassinio del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito strangolato e sciolto nell’acido, oltre per le stragi in cui morirono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e per gli attentati di Firenze, Milano e Roma del 1993. Fedelissimo dell’ala stragista di Cosa nostra, quella dei corleonesi, sarebbe stato presente al summit voluto da Salvatore Riina nell’ottobre del 1991. Il summit in cui furono decise le uccisioni dei giudici Falcone e Borsellino.
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L’arresto di Matteo Messina Denaro, Meloni: “Vittoria dello Stato”
Matteo Messina Denaro è stato condannato all’ergastolo come mandante delle stragi di Capaci e via D’Amelio. “È una grande vittoria dello Stato, che dimostra di non arrendersi di fronte alla mafia”, sono le prima parole postate su Twitter dalla premier Giorgia Meloni. «Grandissima soddisfazione per un risultato storico nella lotta alla mafia», ha detto invece il ministro dell’interno Matteo Piantedosi appena appresa la notizia.
Redazione web
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