Bollate, Softball: Giulia Longhi: “Obiettivo Olimpiadi 2028”.
Giulia Longhi, gioca nell’Mkf dal 2024, ma che in precedenza ha girovagato lungo la penisola giocando nella Fermana, nel Caserta, nel Bussolengo e nel Saronno. Oltre ad essere un’atleta, è un personaggio di spessore, difende l’angolo caldo del diamante sia nel Bollate che nella Nazionale in modo eccellente, con grinta e determinazione. La riconosci subito quando è in campo, perché indossa una fascia che le trattiene i capelli ed è sempre in tinta con la casacca che indossa, la numero 14.
Ma è un vezzo o una necessita?
“All’inizio una necessità ma col passare del tempo è diventato un vezzo”, ci dice. Giulia è nata a Roma nel 1993, è una graduata dell’Esercito Italiano e gioca a softball da quando aveva 8 anni e vanta un palmares da fare invidia: 7 volte Campione d’Italia, 2 Coppe Italia, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe delle Coppe e con la Nazionale 3 Campionati Europei ed è stata 152 Azzurra d’Italia. Lo score è di tutto rispetto: .308 la media battuta vita, 209 punti battuti a casa, 199 punti segnati, 12 fuoricampo e 116 basi su ball”.
Bollate, Softball, Giulia Longhi: “Obiettivo Olimpiadi 2028”, ma non solo
Nel 2025 il Bollate Softball sarà impegnato oltre che nel Campionato anche nella Coppa Italia e nella Coppa dei Campioni. Se tu potessi scegliere…?
“Non scelgo, li voglio vincere tutti e tre”.
Per essere sicuramente vincenti in Europa cosa serve all’Mkf, una lanciatrice straniera o potenziare l’attacco?
“Una lanciatrice farebbe sicuramente comodo”.
Perchè hai deciso di indossare i colori rossoblu?
“Ero alla ricerca di nuovi stimoli per gli ultimi anni di carriera, ho come obiettivo le Olimpiadi di Los Angeles 2028 (dove il softball tornerà. Ndr) e qui ho trovato l’ambiente giusto”.
Hai sempre giocato in terza base o in altri ruoli?
“Sempre in terza base. Ho provato anche a lanciare, un disastro”.
Perché sei soprannominata ‘Panda’?
“Nel tentativo di intercettare un Foul fly la palla finì sul viso, mi procurai un occhio nero e da quel momento…..”.
Racconta una situazione comica che ti è capitata giocando…
“Nel girare un doppio gioco a basi piene tirai talmente male in 2^ base che la palla arrivò agli esterni causando in pratica un fuoricampo interno. Obletter mi rigirò come un calzino”.
Sei Militare nell’Esercito Italiano, come sei entrata sotto le armi, proposta del Coni o hai fatto domanda?
“Attraverso un concorso pubblico che ho vinto”.
Quando presti servizio?
“In genere sono in caserma nei mesi di novembre e dicembre”.
Sei stata con altri atleti olimpici e paralimpici nei ‘Luoghi della Memoria’, cosa ti ha insegnato quel viaggio nei luoghi dell’Olocausto?
“Un tumulto di emozioni in una giornata freddissima e piovosa. Ricordo un silenzio assordante ma è stato toccante ed emozionante”.
Ma hai anche partecipato ai ‘Soliti Ignoti’ di Amadeus: che esperienza è stata?
“Sono stata inviata dalla Fibs. Valevo 6.000 euro, un po’ poco no? Ma è stato divertente”.
Tutte voi atlete avete un allenatore a cui dovete qualcosa, il tuo chi è?
“Senza ombra di dubbio Enrico Obletter già manager della Nazionale, purtroppo deceduto da qualche anno”.
Hai ancora una lunga carriera davanti ma se fai oggi un bilancio, hai più dato al softball o ricevuto?
“Senza dubbio ho ricevuto di più”.
Ottave ai mondiali in Friuli, vincenti a mani basse all’Europeo in Olanda. Qual è la giusta posizione dell’Italia nel ranking di questo sport?
“L’ottavo posto ai mondiali è bugiardo. Alcune situazioni non hanno girato per il verso giusto. Siamo tra le prime cinque al mondo”.
Descrivici la corsa dalla terza base alla pedana dopo l’ultimo strike-out di Alice Nicolini, tua compagna nel Bollate, che ha sancito la vittoria dell’Italia. Quali sono state le emozioni?
“Indescrivibili, avevo il cuore in gola”.
Giappone e Stati Uniti sono irraggiungibili?
“Assolutamente sì”.
Alle prossime Olimpiadi, Los Angeles 2028, il softball ritorna dopo Tokyo 2020 a pieno titolo. L’Italia si qualificherà?
“Si deve qualificare”. Tu ci sarai? “Devo”.
Sei reduce dal campionato professionistico Messicano con le Bravas de Leon, che esperienza è stata?
“Bellissima, una delle mie più emozionanti esperienze sportive”.
Come sei stata scelta?
“Attraverso un Draft, inviando un curriculum sportivo e dei video”.
La dote più bella in cui ti riconosci e il difetto?
“Simpatica e umile, per il difetto averti fatto penare per fare questa intervista”.
Che libro hai sul comodino?
“L’ultimo libro letto è di Antonio Manzini dove Rocco Schiavone è protagonista”.
L’ultimo film visto?
“Non sono una cinefila”.
La band o il cantante che più ascolti?
“Quello che capita”. La vacanza ideale? “Mare, magari a Bora Bora”. Il campionato incombe, Bora Bora può attendere.
Gianluca Zamperini
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