Caritas di Bollate: un aiuto essenziale per sostenere persone e famiglie in difficoltà.
La Caritas di Bollate, come abbiamo annunciato nelle scorse settimane, ha ripreso la raccolta degli abiti usati, introducendo però nuovi vincoli. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Dusi, responsabile della Caritas bollatese, che ci illustra anche le altre attività svolte da questa importante realtà.
Ma partiamo dagli abiti. I capi possono essere consegnati esclusivamente dai residenti, con un massimo di due borse per volta, e vengono controllati dai volontari. Il materiale non idoneo deve essere smaltito autonomamente in discarica. Tra gli indumenti maggiormente richiesti ci sono capi di uso quotidiano, come giubbotti, jeans, maglioni e tute.
Necessaria anche la biancheria per la casa – lenzuola, coperte e asciugamani – così come biancheria intima in condizioni pressoché nuove. Utili inoltre stoviglie, come piatti, bicchieri e pentole, ed elettrodomestici di piccole dimensioni. Prima che un assistito possa accedere al guardaroba, i volontari valutano la sua situazione di bisogno attraverso un colloquio e, sulla base dei criteri stabiliti, vengono assegnati i capi necessari, con accesso consentito una volta a stagione.
Caritas di Bollate: oltre agli abiti tanti altri servizi
Complessivamente oltre trecento persone si rivolgono ai servizi della Caritas. È attivo anche lo sportello “Mamma – bambino”, dedicato alla raccolta e alla distribuzione dei materiali per l’infanzia e rivolto alle famiglie in difficoltà. L’attività di servizio della Caritas di Bollate si articola in tre ambiti: aiuto al vestiario, sostegno economico (pagamento di utenze, spese sanitarie e percorsi di accompagnamento o microcredito) e aiuto alimentare. Quest’ultimo oggi coinvolge 180 famiglie, con pacchi di cibo distribuiti ogni quindici giorni a Bollate centro, Cassina Nuova e Cascina del Sole, grazie anche al sostegno di realtà come Coop, Tigros e Banco Alimentare della Lombardia.
In particolare, la Coop di Bollate fornisce materiale fresco il mercoledì mattina, mentre Tigros mette a disposizione confezioni di cibo secco danneggiate il lunedì. Dopo la pandemia, il numero dei pacchi distribuiti è triplicato, ci spiega Dudi. Sono aumentate anche la presenza di persone straniere e dei single, che oggi rappresentano il 30% di coloro che ritirano i pacchi alimentari.
Da alcuni anni è attivo anche l’Emporio della solidarietà, che consente alle famiglie di fare la spesa (senza pagare) presso l’emporio stesso, attraverso una tessera a punti, rinnovata ogni sei mesi e soggetta a verifiche periodiche, con l’obiettivo di promuovere la responsabilizzazione. Insomma, quello della Caritas oggi a Bollate e frazioni è un ruolo fondamentale per cercare di aiutare nel silenzio molti nuclei familiari che altrimenti non saprebbero come andare avanti.




