Cesate, casa devastata dai ladri: ora la donna ha paura a viverci.
Hanno aperto cassetti e armadi, svuotato mobili, smontato il quadro elettrico, tolto i battiscopa. Sono arrivati perfino ad aprire i barattoli della vernice, probabilmente alla ricerca di denaro nascosto. Ma il particolare che più inquieta la famiglia è un altro: i ladri potrebbero essere rimasti nella casa per più giorni.
È quanto accaduto nell’abitazione di una donna anziana di via De Gasperi giorni fa, che al momento del furto si trovava fortunatamente in vacanza con la figlia. A scoprire quanto era successo è stato un cugino, che durante l’assenza della donna passava a controllare la casa. Un vicino ha raccontato di avere visto per tre o quattro giorni luci accendersi e spegnersi all’interno. Da qui l’ipotesi della famiglia che chi è entrato possa essersi trattenuto e aver bivaccato nell’abitazione e non si sia limitato a un’incursione di pochi minuti.
Cesate, casa devastata dai ladri: hanno bivaccato per giorni
I ladri sarebbero passati dalla finestra del bagno, al primo piano rialzato, per poi forzare una porta interna e raggiungere anche il resto della casa. Una volta dentro hanno cercato praticamente ovunque. Anche vecchi giocattoli e ricordi di famiglia sono stati tirati fuori e danneggiati. Non conta soltanto ciò che manca: per la figlia il danno maggiore è vedere le mani di estranei passate tra gli oggetti più personali della madre. Non era neppure la prima volta. Nel luglio dello scorso anno qualcuno era già entrato nello stesso appartamento. In quel caso erano state rovistate soprattutto le stanze e portati via alcuni oggetti di valore, ma senza lasciare un caos simile.
L’anziana si era spaventata, ma aveva deciso di continuare a vivere nella casa dove abita da decenni. Questa volta è diverso. “Al di là del danno materiale, c’è una violazione morale”, racconta la figlia. “Non ti senti più a casa tua”. E aggiunge di non sentirsi più tranquilla all’idea che la madre possa tornare a vivere lì da sola.
La preoccupazione è aumentata anche perché, nell’ultimo anno, l’88enne aveva ricevuto più volte telefonate-truffa, sia sul fisso sia sul cellulare. La famiglia non può sapere se esista un collegamento con il furto e lo considera soltanto un sospetto, ma teme che abitudini e assenze della donna possano essere state osservate.
Francesca del Negro





