Garbagnate, il dottor Maurizio Saini ci spiega l’importanza di Anestesia e Rianimazione.
L’importante funzione che svolge il medico Anestesista Rianimatore è un ruolo che non tutti conoscono. Il Notiziario ha voluto approfondirlo intervistando il primario dell’ospedale cittadino.
Dottor Saini, ci parli di lei…
“Ho cinquant’anni, sono nato in Brianza, Triuggio, dove ho fatto le scuole elementari e medie, le superiori al liceo scientifico Paolo Frisi di Monza. L’Università in Unimi/Unimib, per il corso di laurea in Medicina e Chirurgia, poi in Unimib per la Specializzazione in Anestesia e Rianimazione, di cui gli ultimi due anni in Canada, alla University of Alberta, per una fellowship in Terapia Intensiva”.
Da quando è nato il desiderio di diventare medico?
“Dalla terza media ho preso la decisione di fare Medicina e non so dirle il motivo. È stata una specie di colpo di fulmine”.
A chi deve un meritato grazie come maestro di erudizione da cui molto ha attinto?
“Un importante grazie, non scientifico, lo devo ai miei genitori che mi hanno sempre insegnato l’importanza di fare le cose al meglio delle proprie possibilità. Dal punto di vista lavorativo ho vari maestri da ringraziare: il professor Pesenti e il professor Fumagalli, che sono stati i miei primi primari, maestri, che mi hanno trasmesso la passione per questo lavoro, il dottor Vitale che mi ha insegnato l’etica del lavoro, il professor Citerio che mi ha spronato a migliorarmi ogni giorno, e per ultimo, solo in senso temporale, il dottor Beck che mi ha incentivato ancora maggiormente nel rispetto nel lavoro e per i pazienti”.
Di cosa si occupa l’anestesista e il rianimatore?
“L’anestesia e rianimazione ricoprono un’ampia gamma di attività. Sono due specialità che inglobano tantissime attività. La rianimazione, che è stata la mia prima passione, si occupa della cura, nell’emergenza e nell’urgenza, del paziente critico. Ci occupiamo di insufficienza respiratoria, insufficienza multiorgano, shock settici, shock emorragici, pazienti post operati critici. L’anestesista, invece, gestisce e ottimizza le funzioni vitali dei pazienti sottoposti alle diverse procedure chirurgiche e permette l’esecuzione dell’intervento garantendo un piano anestetico ottimale. Gestisce il paziente durante l’intervento, ma, inoltre e non meno importante, prepara il paziente affinché arrivi all’intervento nelle migliori e più sicure condizioni possibili e controlla in paziente nel post-operatorio per ottimizzarne il controllo del dolore e la stabilità delle funzioni vitali”.
A questo punto, come è arrivata la scelta di anestesia?
“Perché sono sempre stato una persona molto dinamica che voleva avere un impatto importante e tangibile dalle proprie azioni. La rianimazione, occupandosi di pazienti critici, di emergenze, ci fa vedere come il nostro lavoro può impattare effettivamente sulla vita dei nostri pazienti. E poi mi piaceva il fatto che abbracciasse tematiche mediche e fisiopatologiche inerenti a differenti specialità mediche, rendendola una branca estremamente interessante e stimolante”.
È una specializzazione che coadiuva l’operatività di altre specializzazioni?
“Direi di tutte, noi ci occupiamo di pazienti provenienti dal PS, da tutti i reparti medici e chirurgici dell’ospedale. Siamo un po un trait d’union, mettiamola così, delle varie specializzazioni presenti in ospedale”.
Come si è evoluta negli ultimi decenni l’anestesia / rianimazione?
“Tantissimo. La rianimazione si è evoluta tantissimo. Io faccio questo lavoro prima da specializzando e poi da strutturato ormai dal 2001 e ho visto l’evoluzione delle tecniche rianimatorie, nelle tecniche di ventilazione, nell’approccio al paziente settico, nell’approccio al paziente traumatizzato, nel paziente neurochirurgico di cui mi sono occupato tanto. Ancor di più forse nell’anestesia, soprattutto per quanto riguarda le tecniche di anestesia endovenosa controllata, di anestesia loco-regionale e anche delle tecniche di controllo della terapia del dolore post-operatorio acuto. È un’evoluzione continua. Quello che si faceva, diciamo 5 anni fa, è già da riaggiornare”.
Vuole descrivere l’organizzazione della sua divisione e magari dove opera nel territorio aggiungendo quali sono le prestazioni che offre?
“La nostra divisione si divide fondamentalmente in due grosse branche: la terapia intensiva e l’anestesia per la sala operatoria/sala parto. La maggior parte dei colleghi si occupano sia di anestesia che di rianimazione. In rianimazione ci occupiamo dei pazienti critici, provenienti dai vari reparti ospedalieri o dal territorio. In anestesia, invece, ci occupiamo della gestione pre, intra e post operatoria di tutti i pazienti sottoposti ad interventi chirurgici”.
Come ritiene la preparazione dei nuovi medici, comparandola magari con la propria?
“Io mi sono sempre occupato di formazione degli specializzandi/neospecialisti. Sono molto bravi, molto preparati, hanno molta curiosità e portano innovazione quando inseriti in un gruppo di colleghi esperti, già presenti nella realtà lavorativa. E questa commistione di novità e preparazione, portata dai giovani colleghi e esperienza e preparazione dei colleghi più anziani, porta, dal mio punto di vista, alla crescita e alla eccellenza di un gruppo di lavoro. Con caratteristiche diverse, ho la fortuna di lavorare con un gruppo di colleghi estremamente preparati e professionali sia tecnicamente che umanamente”.
Si può parlare anche per la vostra divisione di lavoro di gruppo?
“No, si deve solo parlare di lavoro di gruppo. Il team è fondamentale, ci deve essere una sinergia nel gruppo, un andare avanti tutti insieme con un approccio e un obiettivo comune. Il gruppo di lavoro è un po’ come una famiglia quindi, penso, che un ambiente sereno, rispettoso e costruttivo sia fondamentale per lavorare meglio e ottenere risultati migliori”.
Crede che l’approccio dei malati nei confronti del medico sia cambiato?
“ Sì purtroppo. C ’ è sempre rispetto, ma ci sono dei casi in cui c’è più aggressività da parte del paziente, forse anche per il contesto sociale attuale, per il bombardamento di informazioni che, spesso, non sono veritiere”.




