Si va verso il lutto nazionale per la morte di Papa Francesco: che cos’è e cosa succede tra pubblico e privato? La proposta della presidenza del consiglio sarà in discussione nelle prossime ore.
Verso il lutto nazionale per il Papa
Insieme allo stop alla canonizzazione di Carlo Acutis per la morte del Papa, sarà vagliata nelle prossime ore la proposta di istituire lutto nazionale per tre giorni a ridosso dei funerali del Santo Padre. Al momento, il giorno delle esequie è ipotizzato per sabato 26 aprile. Martedì mattina, il consiglio dei ministri vaglierà il piano sicurezza per garantire gli accessi a Roma e San Pietro, ma anche l’ipotesi del lutto nazionale per la morte del Papa stabilendo anche che cosa succede ora.
Che cos’è e cosa succede con il lutto nazionale per il Papa
Il lutto nazionale prevede le bandiere a mezz’asta in tutta la nazione e che nelle scuole venga osservato un minuto di silenzio. In queste ore però molti istituti scolastici sono chiusi per il ponte tra le festività di Pasqua e la giornata della Liberazione di venerdì 25 aprile. Inoltre, le personalità pubbliche sono tenute a cancellare tutti gli impegni in agenda e a partecipare solo a eventi di beneficenza.
Ma cosa cambia per le persone comuni se dovesse essere istituito il lutto nazionale? La giornata non è riconosciuta “non lavorativa” per legge e quindi non comporta la chiusura di uffici pubblici, aziende, scuole o delle attività commerciali. Tuttaiva, le realtà private possono decidere liberamente di restare chiuse.
Gli ultimi lutti nazionali in Italia: dal terremoto, al Ponte Morandi alla morte di Berlusconi
L’ultima volta che l’Italia ha proclamato uno o più giorni di lutto nazionale per la scomparsa di un Papa fu nel 2005 quando morì Giovanni Paolo II. Una sola giornata di lutto fu poi osservata nel 2008 per le vittime del terremoto dell’Aquila. Dieci anni più tardi, nel 2018, per i morti del Ponte Morandi e nel 2023 per Silvio Berlusconi.
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