Novate, Andrea Cherchi in visita alle “case a fungo”
“Sono a Novate Milanese e sto per mostrarvi qualcosa davvero di unico e straordinario”. Inizia così il video Andrea Cherchi, popolare volto web di “Semplicemente Milano”, che nei giorni scorsi ha fatto tappa a Novate incuriosito dalle “case a fungo”, un complesso residenziale unico nel suo genere, che sorge in via Donizetti e che è diventato negli anni un simbolo architettonico della città, anche se non conosciuto da tutti.
Cherchi ha ricordato come queste strutture ricordino un po’ le case igloo del quartiere della Maggiolina a Milano. Le strutture, costruite tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, sono note per la loro forma particolare: palazzine circolari che si sviluppano in altezza come grandi funghi di cemento, progettate per offrire un nuovo modo di concepire gli spazi abitativi e la vita condominiale. Ancora oggi attirano curiosi, appassionati di architettura e visitatori che vogliono osservare da vicino un esempio raro di sperimentazione urbanistica.
Le case a fungo di Milano sono scomparse, restano soltanto quelle di Novate (3 su 4)
Le case a fungo di Novate si trovano nella zona di via Gaetano Donizetti angolo via Puccini, zona di via Polveriera. Sono tre ancora ben tenute e abitate, ma ce n’è una quarta, del tutto diroccata, poco più avanti lungo via Puccini. L’ingegnere cui sono legate è Mario Cavallè. C’è però una precisazione importante: le case che oggi vediamo a Novate non sono le due case a fungo originali progettate da Cavallè a Milano, bensì delle successive costruzioni che ne riprendono il modello.
Cavallè infatti aveva realizzato nel 1946, nel quartiere milanese della Maggiolina, le celebri case a igloo di via Lepanto e, nello stesso periodo, anche due abitazioni a forma di fungo. Queste ultime avevano una struttura su due livelli: un piano inferiore più stretto, il «gambo», e uno superiore più ampio, il «cappello».
Le due case originali milanesi furono però demolite nel 1965. Oggi, quindi, non esistono più. A Novate sono state successivamente realizzate 4 costruzioni che si ispirano a quel progetto, anche se non sono copie perfettamente identiche degli edifici originari.
Manuela Miceli e Piero Uboldi




