Omicidio di Marco Magagna di Arese a Bovisio Masciago, condannata a 21 anni Stella Boggio, la compagna di Limbiate.
Un fendente dritto al cuore, vibrato con “volontà e consapevolezza”. Si chiude con una condanna severa il primo capitolo giudiziario sull’omicidio di Marco Magagna, il 38enne impiegato residente ad Arese, strappato alla vita la notte dell’Epifania del 2025. La Corte d’Assise di Monza ha inflitto 21 anni di reclusione a Stella Ovidia Boggio, 34enne interior designer di Limbiate, accusata di aver ucciso il compagno nell’abitazione di lei a Bovisio Masciago.
La tragedia ha scosso profondamente due comunità: da un lato Arese, dove Magagna era conosciuto e viveva la sua quotidianità di impiegato; dall’altro Limbiate, città d’origine dell’imputata. La loro storia, nata quasi per caso su Facebook, si è chiusa in tragedia in quella mansarda di Bovisio diventata teatro di un delitto efferato.
Nelle motivazioni della sentenza, i giudici descrivono un legame “patologico” e “reciprocamente maltrattante”. Quello che era iniziato come un rapporto sereno tra Arese e Limbiate è presto degenerato in una spirale di gelosia morbosa, insulti e violenze fisiche, alimentata dall’abuso di alcol, psicofarmaci e sostanze stupefacenti.
Omicidio di Bovisio Masciago, Stella Boggio condannata a 21 anni per l’uccisione del compagno Marco Magagna
La Corte ha spazzato via la tesi dell’accidentalità sostenuta dalla difesa della donna limbiatese. Secondo i giudici, Stella Boggio era perfettamente in grado di intendere la gravità del proprio gesto.
“Non è pensabile che l’imputata non si rendesse conto delle conseguenze mortali del fendente”, si legge nelle motivazioni.
I magistrati sottolineano un dettaglio agghiacciante: la Boggio non si sarebbe limitata a colpire, ma dopo aver affondato la lama come una “lancia” nel torace del 38enne aresino, l’avrebbe estratta con precisione, smentendo la versione di chi sosteneva di non essersi accorta del colpo.
Esclusa la legittima difesa: pena più alta del previsto
Nonostante l’accusa avesse chiesto 14 anni di reclusione invocando le attenuanti, la Corte ha deciso per una mano più pesante, portando la pena a 21 anni.
È stata esclusa la legittima difesa: sebbene Stella Boggio fosse stata schiaffeggiata poco prima, l’uso del coltello non era l’unica via di scampo. Magagna non le stava impedendo di uscire di casa; la scelta di colpire è stata dunque definita una “scelta volontaria”.
Arese piange così un suo cittadino, vittima di un amore tossico che le aule di tribunale hanno sancito essere stato, nell’ultimo atto, un omicidio volontario e brutale.



