Delusione e rabbia tra le famiglie degli studenti dell’Istituto Zappa di Saronno, nel caos dopo l’avvio del cantiere che renderà indisponibile diverse aule: nell’assemblea di ieri ipotesi container e Dad, si pensa intanto a forme di protesta come sciopero in massa degli studenti e qualcuno avanza anche l’ipotesi di denunce per le modalità con cui è stata gestita la situazione e i disagi che verranno creati alle famiglie.
Elementi di tensione emergono dall’affollato Consiglio d’Istituto straordinario dell’ITCS “Gino Zappa” di Saronno, convocato per affrontare l’incubo della doppia turnazione scolastica legata ai lavori di efficientamento energetico dell’edificio.
Caos cantiere Zappa, all’assemblea assenti preside e vice
Un’assemblea segnata da un’assenza pesante: alle ore 14:01, infatti, la dirigente scolastica ha inviato una PEC comunicando la propria impossibilità a partecipare alla riunione – anche in modalità da remoto – per motivi di salute. Stessa comunicazione da parte del vicepreside, professor Squizzato. La preside ha fatto pervenire della documentazione relativa al cantiere che non è stato però possibile analizzare, essendoci giunta a ridosso dell’inizio dell’incontro.
A fare chiarezza sul retroscena della vicenda sono stati i rappresentanti delle istituzioni locali presenti in aula, tra cui il Sindaco, l’Assessore all’Istruzione e alle Politiche Giovanili di Saronno, e il Sindaco di Uboldo.
Secondo quanto riferito dall’Amministrazione comunale saronnese, il Municipio era stato informato dell’emergenza il 20 luglio, a fronte di una richiesta della dirigenza di individuare circa 20 aule alternative per ospitare le classi sfollate dal cantiere (che attualmente coinvolge 12 aule dell’edificio).
Dalle verifiche sul territorio era emersa la disponibilità di 5 aule presso il Liceo “Grassi”, mentre altre ipotesi (tra cui il plesso “Regina Margherita”, la scuola “Pizzigoni” e gli oratori) sono state scartate per motivi di sicurezza. Tuttavia, la dirigenza dello Zappa avrebbe bocciato l’opzione di distribuire le classi su sedi diverse per non complicare la gestione logistica del personale docente e ATA, finendo per virare in maniera quasi esclusiva sull’ipotesi dei doppi turni pomeridiani. Nel frattempo, il Sindaco di Saronno ha già allertato l’azienda del trasporto pubblico extraurbano per valutare l’impatto di un’eventuale riorganizzazione degli orari.
Istituto Zappa Saronno, Dad, container e fondi provinciali: le opzioni sul tavolo
Nel corso della discussione si è ribadito il fermo “no” della comunità scolastica alle lezioni pomeridiane e la contestazione per una decisione calata dall’alto senza coinvolgere il Consiglio d’Istituto o informare le famiglie durante gli open day.
Per scongiurare il rientro in aula di pomeriggio per 366 giorni, le parti stanno valutando soluzioni alternative:
Didattica a Distanza (DAD): se applicata, si pensa ad un sistema di rotazione affinché a fare lezioni da casa non siano sempre gli stessi studenti, salvaguardando in via prioritaria le classi prime, terze e quinte.
Moduli abitativi (Container): l’installazione di strutture prefabbricate per garantire la presenza in sede.
Fondi straordinari: la Provincia di Varese potrebbe stanziare risorse economiche aggiuntive per affrontare l’emergenza logistica, ma la richiesta formale deve essere inoltrata ufficialmente dalla dirigente scolastica.
La rabbia dei docenti e le ipotesi di sciopero
Anche il corpo docente ha dichiarato di non essere stato minimamente coinvolto nelle fasi decisionali e si appresta a trattare le ricadute didattiche nel Collegio Docenti fissato per il 2 settembre.
Nel frattempo, tra i genitori e gli studenti cresce la protesta. Oltre all’invio di lettere formali di doglianza indirizzate all’Ufficio Scolastico e alla stampa, l’assemblea ha proposto l’istituzione di un gruppo di lavoro permanente (a cui parteciperà anche il presidente uscente del CdI, Maurizio Caccin).
Sul tavolo restano anche forme di mobilitazione drastica per l’avvio dell’anno scolastico, tra cui scioperi bianchi o assenze di massa degli studenti. La decisione finale sulle azioni di protesta verrà tuttavia concordata unitariamente soltanto dopo il Collegio Docenti e i prossimi confronti istituzionali con la Provincia.





