Tornare ai supermercati chiusi di domenica, come era prima del 2012: è la proposta lanciata in questi giorni da Coop sulla quale si stanno confrontando le diverse catene di settore.
Il 2025 è stato un anno difficile per la grande distribuzione, tra calo dei volumi di vendita e margini sotto pressione. In questo contesto prende corpo una proposta che riapre il dibattito sugli orari di apertura: tornare alla chiusura domenicale dei supermercati, come avveniva prima della liberalizzazione.
Proposta Coop, supermercati chiusi la domenica
A rilanciare il tema è Coop. «Come sistema della grande distribuzione stiamo riflettendo sulla possibilità di arrivare a una chiusura condivisa la domenica, con sei giorni di apertura settimanale», ha dichiarato al Sole 24 Ore Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop.
La liberalizzazione degli orari del commercio è stata introdotta con il decreto “Salva Italia” del governo Monti (decreto legge 201 del 2011), entrato in vigore nel 2012, che ha consentito l’apertura totale degli esercizi, domeniche e festivi compresi.
Secondo Coop, un ritorno alla chiusura domenicale avrebbe effetti concreti sul contenimento dei costi, a partire da quelli del lavoro: la domenica prevede maggiorazioni salariali di almeno il 30%. L’Ufficio studi Coop stima che, sull’intero sistema della Gdo italiana, il recupero di produttività ed efficienza potrebbe valere tra i 2,3 e i 2,6 miliardi di euro.
Le risorse risparmiate potrebbero essere reinvestite in promozioni e rispondere alle richieste di una parte dei dipendenti contrari al lavoro domenicale. Inoltre, secondo le analisi Coop, una quota rilevante degli acquisti si sposterebbe sugli altri giorni della settimana: già oggi circa un italiano su tre non fa la spesa la domenica.
Il dibattito si inserisce in uno scenario di consumi deboli. I sondaggi dell’Ufficio studi Coop indicano un 2026 ancora prudente, con famiglie attente alle spese obbligate e una crescita trainata più dai prezzi che dai volumi. In questo quadro, la revisione degli orari torna a essere una leva strategica per la sostenibilità del settore.
Gabriele Bassani




