Saronno, sul piano per l’ex-Isotta Fraschini, i dubbi sui numeri di Franco Ferrario e dell’ex sindaco Augusto Airoldi.
Un’analisi numerica spietata quella condotta dall’ingegner Franco Ferrario, referente di Saronno per la Terra, sul progetto di recupero dell’area ex Isotta Fraschini. Durante il suo intervento tecnico in una conferenza convocata dall’ex sindaco Augusto Airoldi, oggi all’opposizione con Saronno Civica, l’ingegnere ha sollevato dubbi pesanti sulla reale entità del polmone verde previsto, proponendo una visione alternativa che punta alla sostenibilità e al risparmio economico per la collettività.
Ex Isotta Saronno, il mistero dei 12.000 metri quadri mancanti
Il punto centrale della critica di Ferrario riguarda le dimensioni effettive del parco unitario. “Sulla carta si parla di 62.700 metri quadri — ha spiegato l’ingegnere — ma, calcoli alla mano, l’area verde centrale sfruttabile è di poco superiore ai 50.000. Dove sono finiti i 12.000 metri quadri mancanti?”.
Secondo Ferrario, il computo totale sarebbe stato gonfiato includendo “aree accessorie”: strisce di verde, vialetti di accesso e zone di separazione tra i palazzi che non hanno valore per il cittadino.
“Per l’Istat, un parco deve essere accessibile e unitario. Queste “strisce” servono solo a proteggere i condomini, ma sottraggono unitarietà al progetto”.
La proposta di Saronno per la Terra è ambiziosa: portare il parco a 80.000 metri quadri, garantendo una continuità reale con l’area Bertani e un fronte verde aperto su via Varese e via Matteotti.
Saronno, piano ex Isotta-Fraschini: l’analisi sui numeri di Ferrario “troppo cemento, poco prato, il nodo dei costi”
Ferrario ha poi analizzato i contenuti del parco, criticando l’eccessiva presenza di infrastrutture a discapito della natura.
Sono previsti ben 20.000 mq di percorsi pedonali. “Su un’area così piccola sono chilometri di sentieri inutili. Proponiamo di ridurli a 5.000 mq”.
Ferrario contesta anche ben 499 tra panchine e arredi previsti e 154 pali della luce: “Numeri enormi per un’area di queste dimensioni”.
Poi si arriva alle questioni più critiche a partire dalla manutenzione: con il progetto attuale, i costi di gestione ammonterebbero a circa 264.000 euro annui (che salgono a 400.000 considerando le aree limitrofe). “Cifre insostenibili per il Comune” -evidenzia Ferrario.
Saronno, ex Isotta, la proposta alternativa di Ferrario
“Meno manufatti, più alberi e una Fondazione” -è la proposta alternativa formulata da Ferrario che verrà tramutata in osservazioni al piano adottato dal consiglio comunale il 22 dicembre 2025, che possono essere presentate da chiunque entro il 28 aprile prossimo. Di sicuro ce ne saranno da parte di Saronno Civica così come da Saronno per la Terra con proposte alternative.
L’alternativa tecnica dell’ingegner Ferrario prevede di tagliare i costi di realizzazione di circa 1,6 milioni di euro, portando gli alberi ad alto fusto da 631 a mille e il prato calpestabile a 35.000 mq. Con questa configurazione “più verde e meno cemento”, i costi di manutenzione scenderebbero a 90.000 euro l’anno. “Sarebbe il costo di un caffè o un cappuccino all’anno per ogni saronnese” -ha sottolineato Ferrario.
Per blindare il futuro dell’area, la soluzione proposta non è il “privato ad uso pubblico”, ma la creazione di una Fondazione di diritto pubblico.
“L’obiettivo deve essere scritto nello statuto: gestire il parco. Nient’altro. Una struttura che veda la partecipazione di Comune, attuatori e cittadini, rendendo il parco un bene comune davvero protetto, dove i risparmi ottenuti dalla semplificazione del progetto diventino il fondo di dotazione per la manutenzione futura”.
Un progetto win-win, conclude Ferrario, che farebbe risparmiare l’imprenditore nella fase di costruzione e garantirebbe alla città un parco vero, ampio e soprattutto gestibile nel tempo e a vantaggio soprattutto delle future generazioni.
Gabriele Bassani




