Il dato è certo, i cittadini europei, italiani inclusi, bevono meno alcolici: vino, liquori e distillati. Il calo a livello di volumi nel 2025 si è attestato sul 3% circa. Si beve meno non solo per questioni economiche, ma anche per una tendenza culturale. Ci sono però le eccezioni.
In Italia, per esempio, reggono bene gli aperitivi, mentre in Spagna si è verificato un fenomeno curioso: il boom controtendenza del Fernet Branca, liquore italiano, il cui consumo è cresciuto del 33,8%. Il País scrive: «In Spagna è l’unico grande superstite della crisi che sta travolgendo l’industria dell’alcool.
Il merito è soprattutto dei quasi 500mila argentini che vivono qui da noi e lo bevono in quantità industriali, allungato con cola e servito nel più cordovano dei bicchieri, una bottiglia tagliata a metà, coi bordi bruciacchiati dall’accendino. In Argentina a berlo sono soprattutto i giovani. Cosa impensabile in Italia, dove l’amaro di Bernardino Branca è la quintessenza della vecchiaia. Insieme alla coppola, alle bocce e ai cantieri».
Eh sì, da noi il Fernet Branca evoca ancora il dopopranzo domenicale, il mobile bar dei nonni e quel bicchierino “che fa digerire”. Altrove è riuscito a cambiare completamente pelle, diventando una bevanda di moda, un drink da giovani, da compagnia, quasi da rito collettivo. È una piccola lezione da imparare: non sempre è il prodotto a essere vecchio, a volte è solo il modo in cui lo guardiamo.
Piero Uboldi


