Odori tra Ceriano e Solaro, la Provincia diffida un’azienda: rivelato durante il consiglio comunale aperto.
Arriva una prima svolta concreta nella complessa vicenda degli odori molesti che da mesi tormentano i residenti di Ceriano Laghetto e dei comuni limitrofi di Solaro, Cogliate, Limbiate e Cesano Maderno. La Provincia di Monza e Brianza ha deciso di usare il pugno di ferro, intimando formale diffida a un’azienda del comparto industriale del Villaggio Brollo a causa di pesanti irregolarità riscontrate rispetto ai permessi concessi.
La notizia è emersa ufficialmente sabato mattina durante un partecipato Consiglio comunale aperto, convocato a Ceriano Laghetto su richiesta del gruppo di minoranza della Lega per affrontare un’emergenza che, soltanto tra i mesi di luglio e settembre, ha fatto registrare oltre quattrocento segnalazioni di disagio tra Comune e Arpa.
In apertura di seduta, l’assessore all’Ambiente Thomas Nisi ha riportato gli esiti del tavolo istituzionale convocato proprio alla vigilia dell’assise con i rappresentanti di Arpa, Ats, della Provincia e delle amministrazioni vicine.
È stato proprio l’esito dei sopralluoghi tecnici svolti da Arpa a permettere di individuare il sito produttivo finito in cima alla lista dei sospettati. Come spiegato in aula da Dante Cattaneo, consigliere comunale d’opposizione ed ex sindaco, ma anche consigliere provinciale con delega all’Ambiente, i controlli hanno evidenziato sostanziali difformità nell’operatività dell’azienda.
Odori molesti tra Ceriano e Solaro, l’intervento della Provincia su un’azienda
L’impianto stava infatti lavorando quantitativi di prodotti nettamente superiori a quelli consentiti, impiegando materie prime non autorizzate e mettendo in funzione un numero di macchinari decisamente superiore a quello dichiarato nei titoli ambientali. L’atto di diffida impone ora all’azienda di mettersi perfettamente in regola entro venti giorni, pena l’adozione di provvedimenti ancora più rigidi che potrebbero portare al blocco delle attività.
Nonostante l’azione decisa della Provincia sul fronte del rispetto delle prescrizioni, tra i cittadini presenti in aula resta forte la preoccupazione per la qualità dell’aria respirata in questi mesi. Nel corso del dibattito, l’assessore Nisi ha giudicato insufficiente la risposta fornita da Ats, che per valutare l’impatto sulla salute pubblica si è finora limitata a monitorare gli accessi nei Pronto Soccorso degli ospedali di Saronno e Garbagnate. Una metodologia contestata con forza anche dal pubblico.
Diversi residenti sono infatti intervenuti sottolineando l’assurdità di valutare i rischi sanitari basandosi sulle strutture di emergenza, già ampiamente sature, anziché effettuare misurazioni dirette e strumenti idonei a ridosso dell’area industriale incriminata, anche a costo di far ricadere le spese sui privati responsabili.



