
Per alcuni settori, nelle ultime settimane e anche ora che siamo in zona rossa, c’è la possibilità di restare aperti anche se parzialmente. Le associazioni sportive, invece, restano sempre chiuse e senza sapere fino a quando: il territorio di Caronno, infatti, vanta la presenza di diverse società sportive con una grande offerta di attività motorie, ma al momento sono ferme.
“Pratico karate da oltre 30 anni e da 20 ho realizzato il mio sogno di diventare insegnante – spiega Maria Romano, istruttrice e presidente dell’associazione A.S.D. Himalaya Centro Studi Arti Orientali – Ci alleniamo sopra la piscina di via Capo Sile e abbiamo sempre rispettato tutti i protocolli: abbiamo comprato gel disinfettanti, misuratori di temperatura, a ogni ingresso compilavamo il foglio privacy e abbiamo sempre tenuto le finestre aperte durante l’allenamento. Nella nostra categoria non si sono registrati casi di contagio, eppure non ci è consentito riaprire”. E’ delusa, Maria, delusa e dispiaciuta perché ama insegnare e soffre nel pensare ai suoi giovani allievi bloccati in casa, lontani dall’amata disciplina: “La mia associazione conta 20 iscritti fra bambini, nonni e genitori. Sì, perché il karate è per tutti e, anziché restare fermi mentre di aspetta un nipote o un figlio durante l’allenamento, in molti hanno scelto di unirsi. Ma ora sono tutti fermi, stanno tornando i dolori muscolari, e io che sono anche operatrice shatsu so molto bene quanto sia dannoso per la salute fermarsi per così tanto tempo”. Maria è consapevole che una disciplina come il karate non si possa seguire online e conclude con una scoccata verso i governanti: “Se fossero degli sportivi saprebbero quanto è importante l’attività fisica e quanto sia fondamentale per la salute psicofisica delle persone muoversi. Se stai bene aumenti le difese immunitarie”.

Anche il marito di Maria, Giovanni Salafia, è presidente di una società sportiva locale, la A.S.D. Fujiyama Karate Club e Discipline Associate. Salafia è conosciutissimo a Caronno Pertusella in quanto quotidianamente impegnato nel sociale, ma è anche un apprezzato insegnante di karate da diversi anni: “A settembre 2020 siamo lentamente ripartiti seguendo tutti i protocolli, dettati sia dalla nostra Fesik, Federazione Educativa Sportiva Karate, sia dal Csi, Centro sportivo italiano – puntualizza – Abbiamo acquistato termometri, disinfettanti… per poi fermarci a ottobre e, da quel momento, nessuna prospettiva di ripresa. Non siamo stati più considerati. Ci reputano sport da contatto ma il combattimento, fra l’altro velocissimo, è solo una piccola parte del nostro lavoro”. Salafia spiega infatti che la maggior parte degli esercizi viene svolta singolarmente e senza contatto; inoltre, avendo una palestra molto grande, gli allievi si allenano a distanza di due metri l’uno dall’altro.
Le associazioni restano chiuse, mentre gli sport di rilevanza nazionale si allenano e svolgono gare. “Vediamo campioni allenarsi e vincere, ma anche loro sono partiti dalla base – osserva Giovanni – Ogni allenatore come me lavora con costanza, anche con la speranza di far crescere un futuro campione, ma se ora si fermano le associazioni come la nostra dove coltiveremo i campioni di domani?”. Sottolinea poi: “Il verme della pigrizia rischia di insinuarsi nei bambini e negli adolescenti: se si chiudono in casa davanti al pc, come puoi riuscire a tirarli fuori da casa e invitarli a sudare e faticare per un’ora in palestra?”. Salafia lancia un appello ai giovani e non solo: “Appena potete, uscite in bicicletta, correte, camminate, non girate a zonzo, datevi un obiettivo giornaliero, sfogate con l’attività fisica le vostre energie represse, non fatevi comandare da loro”.
Manuela Miceli


