Sono stati resi noti oggi i dettagli dell’operazione “Square”, il blitz messo a segno dai Carabinieri tra Bollate e i paesi limitrofi nella notte tra domenica e lunedì scorsi. Una vasta operazione anticrimine dei Carabinieri della Tenenza di Bollate, supportati dai colleghi di Milano e Rho, che ha portato all’arresto di 12 persone e all’indagine di altre 14. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Milano, ha smantellato una pericolosa organizzazione criminale dedita al traffico e allo spaccio di cocaina nell’hinterland milanese.
Una rete capillare tra Bollate, Garbagnate e dintorni
Il sodalizio, con base operativa a Bollate e guidato dal boss noto come “Bad”, aveva colonizzato le principali piazze di spaccio dei comuni della zona. Perquisizioni sono state effettuate dai militari nei territori di Bollate, Garbagnate Milanese, Novate Milanese, Baranzate, Arese, Senago, Paderno Dugnano, Cantù e Caronno Pertusella, a testimonianza della vasta portata territoriale del sodalizio criminale. Ogni area era strutturata come un “quadrato” di spaccio, con pusher attivi e clienti fidelizzati che memorizzavano nei propri cellulari il contatto dello spacciatore con il nome Quadrato — da cui prende il nome “Square” l’operazione.
Pedinamenti, intercettazioni e mesi di indagini tra Bollate, Paderno Dugnano, Garbagnate e altri comuni
L’indagine, durata diversi mesi, ha ricostruito la struttura gerarchica del gruppo e i canali di approvvigionamento. I militari hanno utilizzato metodi tradizionali, come pedinamenti e controlli sul territorio, affiancati da sofisticate intercettazioni e riprese video. Lo spaccio avveniva ovunque: parcheggi, giardinetti, aree commerciali. Per eludere i controlli, gli spacciatori usavano un linguaggio in codice: la parola pacchetti indicava le dosi di droga.
I numeri dell’operazione
Durante la fase esecutiva, che ha coinvolto 120 Carabinieri e unità cinofile della Polizia Penitenziaria e della Guardia di Finanza, sono state effettuate 27 perquisizioni. Sequestrati oltre 260 grammi di cocaina pura, 220 dosi già pronte, 15.000 euro in contanti, una pistola Beretta calibro 7.65 con matricola abrasa e tutto il materiale per il confezionamento.
Otto persone sono state poste agli arresti domiciliari, mentre altre tre sono finite in carcere. 14 invece gli indagati.
Un mercato “quadrato” e redditizio
Gli investigatori stimano che il gruppo abbia gestito migliaia di episodi di spaccio, per un giro d’affari di decine di migliaia di euro. Ogni componente del clan aveva un ruolo preciso nella catena di distribuzione, rendendo il sistema efficiente e difficile da penetrare.
“Square” rappresenta un duro colpo al narcotraffico locale e un segnale concreto di presenza dello Stato. L’operazione restituisce maggiore sicurezza e serenità ai cittadini, confermando l’impegno costante dell’Arma dei Carabinieri contro ogni forma di illegalità.
Preoccupa però l’aumento dei consumatori, in larga parte giovani. Un trend che, oltre a favorire il mercato della droga, ha pesanti conseguenze sulla salute pubblica, sulle relazioni familiari e sulla tenuta sociale ed economica delle comunità.


