Il 2026 purtroppo non è cominciato per nulla bene. Io ho la cattiva abitudine di svegliarmi sempre presto anche se alla sera faccio tardi, così l’1 mattina verso le 7 stavo facendo colazione guardando Sky Tg24 quando è arrivata la notizia di una tragedia accaduta in Svizzera: si parlava di almeno 10 morti e 40 feriti.
Un bilancio che purtroppo nel corso delle ore è aumentato enormemente. Una tragedia immane che ha scosso tutti, confesso che nel corso della giornata mi è scesa anche qualche lacrima pensando a quei quaranta ragazzi e ragazzini morti, a quelli in coma o sfigurati, tutti giovani che avevano una vita davanti e che volevano solo divertirsi in un locale e in un Paese, la Svizzera, che tutti ritenevano sicuri.
Sì, gli svizzeri, con la loro precisione, la loro serietà e le loro indubbie risorse economiche: chi poteva pensare che, invece, ci fossero una carenza di controlli e una trappola mortale proprio nel cuore di una delle località turistiche più esclusive e costose d’Europa?
Ora mi viene da pensare alle rigide norme che ci sono in Italia, ai controlli delle Ats, dei Nas, dei Vigili del fuoco, che rendono la vita così complicata a chi vuole fare impresa, a chi vuole aprire un locale. Ma di fronte a queste tragedie bisogna essere onesti: è un bene che ci siano, anche se complicano molto la vita, perché piangere quaranta ragazzi è un prezzo folle che mai si dovrebbe pagare.
Piero Uboldi


