Da Bollate alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi vestito da caffettiera
Oltre 9 milioni di italiani hanno seguito la cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026, tenutasi venerdì 6 febbraio allo stadio San Siro.
Un evento di dimensioni imponenti, che ha visto la partecipazione di numerosi big della scena internazionale e nazionale e la presenza sul palco di circa 1.200 performer volontari provenienti da 27 Paesi diversi, di età compresa tra i 10 e i 70 anni. Tra loro anche il sessantacinquenne bollatese Mario Radaelli, salito sul palco con un originale costume da caffettiera di colore blu. Sì, Mario era una delle comparse che ha preso parte alla prima parte della cerimonia, quando il palcoscenico si è trasformato in un caleidoscopio di colori tra caffettiere, centurioni romani e tubetti di colore, per celebrare la storia, il design e la moda italiani.
Alla cerimonia delle Olimpiadi, in campo un uomo di Bollate vestito da caffettiera
Abbiamo chiesto a Mario di raccontarci come si è trovato a partecipare a un evento di portata internazionale, trasmesso in mondovisione: “Da quando sono in pensione mi dedico molto al volontariato: da qualche anno sono volontario Caritas e sono anche accompagnatore del Cai. Devo ammettere che sono stato spinto da mia moglie a fare qualcosa, con la velata minaccia “ora ti trovo qualcosa da fare io”, scherza Mario. Appena si sono aperte le candidature, si è proposto come volontario per le Olimpiadi di Milano-Cortina. Ma per lui non bastava: quando ha letto che cercavano comparse per la cerimonia inaugurale, non ha avuto dubbi e ha inviato la sua candidatura.
Poi… “Quando a settembre mi hanno chiamato per la prima audizione, mi sono guardato intorno e ho pensato di non avere possibilità: io sono l’esatto contrario di un ballerino e intorno a me vedevo gente davvero brava. Per alcune settimane dopo il provino non ho sentito nessuno. A novembre, invece, sono stato contattato dallo staff dell’evento: avevano bisogno del mio codice fiscale e poco dopo ho ricevuto un’e-mail che mi invitava a presentarmi alla prima prova. Una gioia immensa, ero felicissimo”.
Mario racconta che già dalla prima prova le 240 comparse sono state divise in gruppi in base alla coreografia, alla capacità di movimento e anche all’altezza. Un mese intenso di prove, spesso anche sotto la pioggia. “Fino all’ultimo nessuno di noi sapeva cosa avrebbe fatto sul palco. Poi le prove si sono fatte sempre più intense. Ricordo ancora la prima volta che siamo entrati a San Siro: un’emozione indescrivibile. Un giorno pioveva tantissimo, ma le prove non si sono interrotte.
Cerimonia olimpica, un’emozione indescrivibile per Mario Radaelli
Venerdì sera, mentre ero dentro allo stadio e sentivo il calore del pubblico, pensavo: “ma quando mi ricapita una cosa del genere nella vita?” Devo ancora rivedere tutta la cerimonia in televisione, ma sto già pensando di candidarmi per le prossime Olimpiadi Invernali in Francia… non si sa mai. Vorrei inoltre ringraziare moltissimo tutta l’organizzazione, i responsabili, i coreografi, la sartoria, le truccatrici e gli altri volontari che hanno contribuito alla riuscita dell’evento. Senza di loro non avremmo potuto fare quello che abbiamo realizzato. Ed infine un immenso abbraccio e ringraziamento a Mattia (Senior Cast Coordinator), colui che ha reso possibile tutto questo, unendo un gruppo di ben 240 “perfetti sconosciuti”, facendoci realizzare un sogno indimenticabile che rimarrà sempre nella nostra mente”.
Mario confessa inoltre di aver inviato la sua candidatura anche per diventare tedoforo: “Mi sono candidato per portare la fiaccola, ma non mi hanno chiamato. Io però mi ripeto sempre che non bisogna lasciar perdere nessuna occasione: ogni lasciata è persa”, conclude.
Manuela Miceli




