di Stefano Di Maria
OVUNQUE TU SIA, la nuova serie di Harlan Coben, che ha siglato con Netflix un contratto milionario per la trasposizione seriale dei suoi libri, è saldamente inchiodata al primo posto della top ten fin dalla sua uscita. Nulla da stupirsi: Coben è sempre una garanzia quando si cercano trame appassionanti e ricche di colpi di scena. Ecco la nostra recensione.
Qui sotto il trailer ufficiale di Netflix
OVUNQUE TU SIA – La trama
Un padre innocente, che sta scontando l’ergastolo per l’omicidio del figlio, riceve una fotografia che proverebbe sia ancora vivo. David, in fuga dal carcere e costretto a muoversi nell’ombra, ricostruisce lentamente gli eventi che hanno preceduto la tragedia, scoprendo che molte persone coinvolte allora hanno raccontato versioni parziali o convenienti. La fotografia che riaccende la speranza diventa il primo passo di un percorso che lo porta a confrontarsi con legami familiari incrinati, amicizie spezzate e figure che sembrano sapere più di quanto abbiano mai ammesso.
Mentre le autorità intensificano la caccia all’evaso, David si affida a chi non avrebbe mai pensato di cercare, attraversando città, case e memorie che riportano alla luce dettagli ignorati per anni.

OVUNQUE TU SIA – La recensione
In perfetto stile Coben, la trama non segue la classica struttura del thriller, ma si muove fra numerosi indizi frammentati, ricordi che riemergono e piste che sembrano contraddirsi a vicenda. Come sempre nelle serie del prolifico scrittore inglese, non tutto è come appare e ogni personaggio potrebbe nascondere qualcosa. La serie costruisce così un intreccio dove la verità non è mai immediata o certa, ma potrebbe rivelarsi parziale o del tutto sbagliata: ogni episodio finisce sempre con un cliffhanger che favorisce il binge watching e ogni scoperta conduce a un nuovo livello di complessità.

Il ritmo è serrato, non conosce tregua, e non c’è spazio per la noia. Le domande che si affollano nello spettatore sono così tante che bisogna attendere il finale per vedere il puzzle completato.
Di buon livello le interpretazioni, con un cast decisamente azzeccato (oltre all’ottimo protagonista Sam Worthington, c’è l’indimenticabile Milo Ventimiglia di THIS IS US) mentre fotografia e montaggio contribuiscono a un tono decisamente cupo.

Resta l’amaro in bocca per la conclusione un po’ sbrigativa, ma non è l’unico difetto: in OVUNQUE TU SIA non c’è granché approfondimento psicologico (solo accennato) e succedono così tanti fatti improbabili da rendere del tutto irrealistico ciò che accade sullo schermo. Non resta che abbandonarsi dunque alla trama, con quella sospensione dell’incredulità che è ormai la regola nelle opere di Harlan Coben.
IL NOSTRO VOTO:
7
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