Bollate: Arocha, il manager del softball che vola.
Poco prima del consueto allenamento del giovedì, incontriamo Edoardo Arocha, manager del Bollate Softball, da quest’anno targato Quick Mill. A lui rivolgiamo qualche domanda, per conoscerlo meglio.
Edoardo, nel girone d’andata avete fatto percorso netto, 18 vittorie a fronte di 18 partite giocate. A cosa si deve questo exploit?
“Siamo una squadra coesa e con delle ragazze con la mentalità vincente”
Poi nel girone di ritorno, due vittorie nell’anticipo dell’ultima giornata contro Macerata e poi una sconfitta nel derby contro le sfrontate cugine del New Bollate. Flessione?
“Non direi. Loro hanno giocato meglio e sono state brave in gara 1a metterci subito in difficoltà. Se ben ricordi la partita è iniziata con un colpito, uno strike-out ma poi Kortokrax con il suo home-run, ha indirizzato l’incontro a loro favore”.
Col New Bollate, a mio avviso, avete giocato la più brutta partita della stagione, sei d’accordo?
“Sono d’accordo. Una giornata storta può capitare, è mancata la nostra solita mentalità e poi avevamo giocato due incontri il giorno precedente con gara 2 risolta solo al settimo inning. E’ mancato il giusto riposo”.
Avete iniziato il girone di ritorno senza la lanciatrice Simpson, rientrata in Canada per disputare la Canadian Cup con la sua Nazionale. L’assenza era prevista ma tornerà?
“Sì, tornerà, ma per le prossime gare avrò a disposizione una sostituta”.
Quali squadre vedi favorite per l’accesso ai play-off, Bollate softball escluso?
“Ti direi Forlì, Pianoro, Saronno ma non trascurerei il New Bollate, vera rivelazione”.
Potendo, toglimi una giocatrice da ciascuna squadra avversaria?
“Dal Forlì toglierei Marta Gasparotto, dal Pianoro Kaitlyn Nolan, dal Saronno la catcher arrivata quest’anno (Neely Peterson nda). E se New Bollate si qualificasse Kamryn Kortokrax”.
Siete detentori della Coppa dei Campioni vinta lo scorso anno sul diamante amico con la valida decisiva di Giulia Longhi. Quest’anno il torneo si svolgerà ad Amsterdam, in Olanda. Bollate parte favorito?
“Non sta a me dirlo. Nel nostro girone dovremmo vedercela con le Rivas, nell’altro le padrone di casa dell’Olympia sono le favorite. Spero in una finale con le olandesi”.
Arriverà qualche rinforzo per l’occasione?
“E’ probabile, possibilmente una lanciatrice”.
Tutto il girone d’andata senza Alice Nicolini (lanciatrice della Nazionale), Silvia Torre (prima base, anche lei Azzurra d’Italia) pronta per il rientro, ma hai sempre trovato la quadra per il roster. Complicato?
“No, perchè ho a disposizione ragazze affidabili, determinate con giovanissime di qualità come Carlotta Villa, Delia Manera e Lucia Polini, recuperata dopo l’infortunio”.
Il girone di qualificazione dei mondiali si giocherà a Praga. L’Italia giocherà contro Repubblica Ceca, Cuba, Australia, Canada, Cina Taipei. Girone difficile o abbordabile?
“Il girone non è facile ma il line-up è fortissimo, le lanciatrici affidabili e non dovrebbero esserci problemi per arrivare nelle prime due”.
Cambiamo prospettiva. Considerato quello che è successo in Colombia, com’e la situazione politica in Venezuela, hai informazioni?
“Mi dicono che è tutto tranquillo”. Quando smetterai di allenare tornerai in Venezuela o resterai in Italia? “Bella domanda. Mi piacerebbe restare”.
Vediamo infine un breve profilo del manager del Bollate Softball. Nato a Guacara nello stato di Carabobo, è in Italia dal 2022 chiamato dal Saronno Softball e in seguito approdato al Bollate softball nel 2023. Con Saronno ha vinto uno Scudetto, una Coppa Italia e una Coppa delle Coppe; con Bollate due Scudetti e una Coppa dei Campioni.





