
“THE END OF THE F***ING WORLD”: un titolo che è già tutto un programma per la serie creata da Jonathan Entwistle e interpretata da due giovani promesse della cinematografia britannica: Alex Lawther (già apprezzato in uno strepitoso episodio di BLACK MIRROR) e Jessica Barden.
Sono due ragazzi diciassettenni, James e Alyssa, che scappano di casa per sfuggire alla monotonia della loro vita. Ce l’hanno col mondo questi due adolescenti segnati da vicende familiari tremende ma anche con caratteri potenzialmente disfunzionali.
Basata sul fumetto “The End of the Fucking World” di Charles Forsman, pubblicato in Italia da 001 Edizioni, la vicenda narrata non è la solita storia di disagio esistenziale: a tratti comica, a tratti drammatica e sentimentale, sfocia nel thriller ed è un racconto sopra le righe, pure surreale, che per com’è confezionato ricorda la prima epica stagione di FARGO.
E’ questo il suo fascino: stare ai margini del reale, ma rendendo quasi credibile l’evento più improbabile. Merito della recitazione perfetta dei protagonisti e dei comprimari, di un regia e una fotografia ben curate, di una sceneggiatura da applausi.
Sembrava che il ciclo potesse chiudersi con la prima stagione, ma la critica l’ha acclamata e il pubblico l’ha amata così tanto che è stata prodotta una seconda stagione appena pubblicata da Netflix.
Sono stati introdotti altri personaggi, che ben si legano a quelli della prima, e la storia è stata proseguita senza dare l’impressione di avere allungato il brodo per i gusti del pubblico.
Entrambe le stagioni disponibili su Netflix sono composte da otto episodi ciascuna della durata di circa 22 minuti, prestandosi molto al binge watching.
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