Si allungano i tempi per la bonifica del parco Alpini di Arese in cui un anno fa è stato rinvenuto sull’angolo nord-ovest materiale viscoso e di color nero inquinante. Intanto il sindaco Luca Nuvoli è intervenuto per fare il punto della situazione e aggiornare lo stato dell’arte.
Gli sversamenti nel Parco degli Alpini ad Arese
“La situazione -spiega il primo cittadino- è risultata più complessa del previsto. Da qui la necessità di ricorrere al piano di caratterizzazione per poter effettuare tutte le verifiche e ad addivenire alla rimozione dei materiali inquinanti e alla completa bonifica dell’area. Un’operazione che comporta indagini magnetometriche, geolettriche, dei gas interstiziali e carottaggi.
Attività che non si possono svolgere in concomitanza, ma l’una dopo l’altra. Il che comporta più tempo per essere eseguite. Siccome non è possibile fare indagini in estate per la vischiosità dei materiali, l’operazione slitta in settembre. L’area è chiusa e rischi per la sicurezza delle persone non ce ne sono, poiché occorre venire in contatto”.
Arese: “La falda acquifera non corre pericoli”
“Neppure la falda acquifera corre pericoli, perché l’inquinante tende a emergere in superficie. Mi spiace per la tempistica, ma legati alla particolare attività che occorre assolvere”. Ma l’iter è tutt’altro che finito. Sì, perché solo nel maggio 2024 si confida di ottenere la validazione dell’Arpa in merito alle indagini e quindi sulla scia definire il progetto di bonifica. Dopodiché appaltare i lavori che si stima possano essere realizzati tra il 2024 e 2025.
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