Ha insegnato anche in un istituto di Limbiate il trentanovenne condannato dalla Corte dei Conti della Lombardia a restituire oltre 63mila euro al Ministero dell’Istruzione e del Merito per stipendi percepiti senza averne titolo. L’uomo, infatti, per anni si è spacciato per laureato in Ingegneria, dichiarando titoli di studio mai conseguiti per ottenere incarichi come docente alle scuole superiori.
Ha finto di avere due lauree per poter insegnare nelle scuole superiori in Brianza, scoperto dovrà risarcire gli stipendi
Secondo quanto ricostruito nel provvedimento, uno dei primi contratti finiti sotto la lente della Procura contabile risale all’autunno 2021, quando il 39enne è stato assunto come supplente di Matematica e Fisica anche all’istituto Castiglioni di Limbiate, oltre che al liceo scientifico “Marie Curie” di Meda. In quella fase l’uomo aveva presentato una dichiarazione sostitutiva attestando il possesso della laurea, requisito indispensabile per l’insegnamento.
Nel maggio 2022 aveva poi chiesto l’inserimento nelle graduatorie provinciali e di istituto, dichiarando di aver conseguito una laurea triennale e una specialistica in Ingegneria gestionale all’Università Federico II di Napoli, con tanto di votazione finale di 110 e lode. Titoli risultati però inesistenti, che gli hanno consentito di restare in cattedra fino all’inizio del 2023.
La vicenda è emersa quando la segreteria scolastica ha verificato direttamente con l’ateneo napoletano l’assenza dei titoli dichiarati. Da lì sono scattate le dimissioni anticipate e l’esclusione dalle graduatorie. Nonostante ciò, l’uomo ha continuato a insegnare in altre scuole, anche fuori provincia, presentando ulteriori dichiarazioni poi smentite dalle università coinvolte.
In udienza il docente ha ammesso le false attestazioni, sottolineando comunque di non avere mai ricevuto critiche o contestazioni da studenti, famiglie e istituti, sostenendo di aver agito per necessità lavorativa e senza intento fraudolento. Una tesi respinta dai giudici, che hanno riconosciuto il dolo e disposto la restituzione di 63.233 euro, pari agli stipendi indebitamente percepiti dal 2021 in avanti.
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