Una nuova panchina rossa per ricordare le donne vittime di violenza e promuovere una cultura del rispetto. È stata installata giovedì 5 marzo in via Giuseppe Garibaldi, di fronte alla sede dell’azienda AM Instruments, che l’ha donata al Comune.
La panchina si chiama “Frammento” ed è stata progettata dagli architetti Pietro e Raffaele Cipolletta con la collaborazione di Giulio Pucci, mentre la realizzazione è stata curata da Cemento Line. La particolarità dell’opera è il rivestimento con piastrelle di diverse tonalità di rosso: ogni tassello, diverso per colore e dimensione, rappresenta simbolicamente l’unicità di ogni donna.
A Limbiate la panchina rossa “Frammento” con piastrelle multiformi donata da Am Instruments
L’inaugurazione è stata preceduta da un momento di confronto tra l’azienda e le istituzioni locali, dedicato ai temi della prevenzione della violenza di genere e della promozione di una cultura del rispetto.
«La scelta di Frammento rappresenta un messaggio concreto rivolto alla comunità – ha spiegato Nicole Belletti, responsabile del progetto per AM –. È un simbolo per non dimenticare e per dare voce a chi non può più parlare, trasformando la memoria in responsabilità collettiva».
Parte dell’investimento sostenuto per l’installazione è stato inoltre devoluto all’associazione C.A.DO.M., il centro di aiuto alle donne maltrattate attivo sul territorio di Monza e Brianza.
«Questa iniziativa si inserisce in un impegno che AM porta avanti fin dalla sua fondazione – ha sottolineato la presidente dell’azienda Cinzia Pagani –. Negli anni abbiamo sviluppato un percorso strutturato di inclusione che ci ha portato anche alla certificazione per la parità di genere e alla realizzazione di progetti dedicati all’empowerment femminile».
Soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale. «La lotta alla violenza di genere richiede gesti quotidiani e partner coraggiosi – ha commentato il sindaco Antonio Romeo –. Questa panchina rossa di design rappresenta l’unione tra impegno civile e responsabilità sociale d’impresa. Ringrazio AM per aver sostenuto anche l’attività di C.A.DO.M.: è attraverso collaborazioni come questa che si costruisce una vera cultura del rispetto».




