Bollate, Borgo di Castellazzo: il recupero è più vicino.
Dopo anni di attesa, di dibattiti e speranze, il futuro del Borgo di Castellazzo – la frazione bollatese che sorge a fianco della celebre Villa Arconati, potrebbe finalmente entrare in una fase concreta.
A indicare la direzione è il nuovo presidente del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea, Claudio Meroni, eletto lo scorso novembre per il prossimo quinquennio. Lo ha fatto in un’intervista rilasciata al Notiziario in occasione del 50° anniversario della nascita del Parco delle Groane.
Il recupero del Borgo di Castellazzo tra interventi conservativi e nuove funzioni
Il Borgo, da tempo al centro di un’attenzione crescente per il suo evidente bisogno di recupero, rientra tra le aree classificate dal Piano Territoriale di Coordinamento del Parco come zone di interesse storico-architettonico. Una qualifica che non blocca lo sviluppo, ma lo orienta: gli interventi dovranno avere natura conservativa, salvaguardando l’identità dei beni esistenti, ma all’interno di questo perimetro è possibile insediare una pluralità di funzioni.
«A titolo meramente esemplificativo – spiega Meroni – si potranno insediare funzioni terziarie-ricettive per il tempo libero, oppure servizi come Residenze Sanitarie Assistite e strutture di ricovero e cura». Una gamma di possibilità che apre scenari interessanti per un complesso a oggi sospeso tra il fascino del passato e l’urgenza di un intervento strutturale. A rendere il momento davvero significativo è una novità di pochi mesi fa: lo scorso ottobre la Regione Lombardia ha approvato il Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Groane. Un passaggio decisivo, perché da quel momento i proprietari del Borgo hanno la possibilità di presentare uno specifico Piano di Settore: un documento che, nel rispetto dei vincoli fissati dal Ptc, dovrà dettagliare le modalità concrete di recupero degli immobili storici e le funzioni che si intendono insediare.
In questo percorso il Parco delle Groane assume un ruolo che il presidente definisce di «indirizzo, supporto e verifica», con l’obiettivo di garantire che le pianificazioni tanto attese siano coerenti con le finalità di tutela dell’area. Una prospettiva che, dopo anni di stallo, lascia intravedere la possibilità che Castellazzo torni a vivere, restituendo al territorio bollatese un patrimonio storico fino a oggi solo parzialmente valorizzato.




