Stanchi dei disagi quotidiani, tra i pendolari di Trenord, si comincia a discutere con insistenza dell’iniziativa di uno “sciopero del biglietto”.
Anche in Brianza come in tutto il Saronnese, la quotidianità dei pendolari continua a essere segnata da ritardi, corse soppresse e convogli spesso impossibili da prendere per il sovraffollamento.
Trenord, i pendolari lanciano l’idea dello sciopero del biglietto
Una situazione che, da problema locale, viene ormai percepita come un’emergenza diffusa. Da qui nasce la proposta dello “sciopero del biglietto”: una forma di protesta civile che invita i viaggiatori a non pagare il titolo di viaggio in risposta a un servizio ritenuto inadeguato.
Tra i pendolari c’è chi approva. “Arrivo in stazione con largo anticipo perché so che qualcosa andrà storto”, racconta un lavoratore, “pagare per perdere tempo ogni giorno non ha più senso”. Più prudente una studentessa: “Capisco la protesta, ma ho paura delle conseguenze. Il problema vero è che non possiamo contare sugli orari”. C’è anche chi è esasperato: “Treni cancellati all’ultimo minuto, coincidenze perse. Così non si vive”.
La preoccupazione cresce anche guardando ai grandi eventi imminenti: garantire la mobilità quotidiana è già difficile, farlo sotto i riflettori internazionali rischia di diventare una prova decisiva per il sistema dei trasporti regionali.




