Da mesi, nel rifugio di Uboldo “Una luce fuori dal lager”, il silenzio pesa più del solito. Non perché manchino storie da raccontare, anzi: ogni giorno è un susseguirsi di terapie, medicazioni, corse dal veterinario, cani che arrivano da situazioni difficili e altri che finalmente trovano il coraggio di fidarsi. Ma proprio questa dedizione totale ha lasciato indietro tutto il resto, e oggi la struttura si ritrova a fare i conti con una mancanza che rischia di diventare insostenibile. Le donazioni, già ridotte da tempo, negli ultimi sei mesi si sono quasi azzerate, mentre le spese continuano a correre: solo per farmaci e materiali sanitari servono circa 300 euro a settimana, e il fabbisogno mensile sfiora i 12mila euro
Il canile di Uboldo è in crisi: “Abbiamo bisogno di fondi”
I volontari lo dicono con una sincerità che non ha bisogno di enfasi: non ci sono lotterie, non ci sono eventi, non ci sono campagne continue. C’è il rifugio, ci sono i cani, c’è un lavoro quotidiano che assorbe ogni energia. E c’è la consapevolezza che, senza un aiuto concreto, tutto questo rischia di diventare troppo pesante da sostenere.
La pagina Facebook del rifugio raccoglie i riferimenti per chi vuole dare una mano, anche con un gesto minimo: “Ogni donazione, anche piccola, può diventare la differenza tra una cura garantita e una rinviata. E chi sceglierà di restare al nostro fianco permetterà a questo luogo – nato per strappare i cani ai lager e restituire loro una vita dignitosa – di continuare a essere ciò che è sempre stato: una casa rifugio per cani maltrattati”.
Redazione Online





