di Stefano Di Maria
Oggi vi proponiamo una serie passata sotto silenzio seppure di grande valore storico contemporaneo e di notevole impatto emotivo: KABUL, una coproduzione internazionale realizzata con l’Alleanza Europea Rai Fiction – France Télévisions – ZDF, trasmessa in chiaro in prima visione lo scorso settembre. Suddivisa in sei episodi, potete recuperarla su Raiplay.
KABUL – La vicenda
È il 15 agosto 2021: Kabul cade nelle mani dei talebani. Per gli afghani e gli occidentali presenti nel Paese è l’inizio di un’odissea. Storie di vite in cerca di salvezza – liberamente raccontate dagli autori – che si incrociano. Zahara, una procuratrice del tribunale locale, diventa una fuggitiva a cui i talebani danno la caccia. Assieme al marito Baqir, dopo una iniziale resistenza, farà tutto il possibile per fuggire dal Paese attraverso l’Ambasciata francese. Il loro figlio, Fazal, un soldato dell’esercito nazionale afghano, assiste alla dispersione della sua unità mentre i talebani prendono il controllo. Inizialmente, cerca di fuggire in Panjshir, ma dopo essere stato inseguito dai talebani finisce per raggiungere la Cia, che lo incarica di infiltrarsi in una cellula dell’Isis per evitare un attacco. Sua sorella, Amina, un medico nell’ospedale di Kabul, decide di fuggire verso l’aeroporto, portando con sé una giovane paziente, Nooria, per salvarla.

Nello stesso momento Giovanni, un giovane diplomatico italiano, console a Kabul, viene incaricato di occuparsi delle evacuazioni in prima persona mentre l’ambasciatore viene richiamato a Roma, per gestire le operazioni dall’Italia. Ora deve occuparsi della fiumana di rifugiati che si dirigono verso l’aeroporto e della crisi umanitaria che scoppia ad Abbey Gate. Intanto Vera, un’agente dello spionaggio tedesco, intraprende una missione per salvare il generale Hassan, un ufficiale afghano che le ha salvato la vita durante un’imboscata due anni prima. All’Ambasciata francese, una delle ultime ambasciate ancora aperte a Kabul, il capo della sicurezza Gilles cerca di organizzare l’evacuazione dei rifugiati verso l’aeroporto. In mezzo al caos, tutti lottano per la sopravvivenza mentre la minaccia di un imminente attacco dell’Isis incombe sulla città.

KABUL – La recensione
Seppure liberamente ispirata, la miniserie prende spunto da fatti reali. E’ proprio questa consapevolezza a renderla particolarmente coinvolgente e di grande impatto emotivo. I sei episodi, che ben ricostruiscono quei giorni grazie a una messa in scena curata e realistica (il set è stato allestito in un aeroporto greco abbandonato), catapultano lo spettatore nel caos generato dal ritorno dei talebani in Afghanistan. L’empatia che si crea con la narrazione è di quelle che non si dimenticano: è merito di una scrittura ottimamente calibrata sui fatti dell’epoca e sulle vicende dei protagonisti, ma anche del cast diretto dalle brave Kasia Adamik & Olga Chajdas. Spiccano fra gli attori gli italiani Valentina Cervi e Gianmarco Saurino, che già si era fatto apprezzare in PER ELISA – IL CASO CLAPS. E’ perfetto nel ruolo del diplomatico Giovanni, inizialmente timoroso ma poi estremamente coraggioso nel condurre alla salvezza quante più persone possibile.

KABUL ha un ritmo serrato, che tiene avvinghiati alla poltrona per conoscere il destino dei personaggi, e lavora anche di psicologia, restituendone – pur nella coralità della trama – un ritratto molto realistico, che ne incarna le angosce e paure di fronte a una situazione fuori controllo. Rispecchiando i canoni del genere, la serie è anche una spy story che offre spunti di riflessione sul sacrificio di uomini e donne che rischiano la vita per salvarne altre, stando sempre dietro le quinte dei governi. Per loro mai una prima pagina, mai la ribalta della tv, proprio perché determinanti per la sicurezza di un Paese.
IL NOSTRO VOTO
7,5/10
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