di Stefano Di Maria
ROUTE 187 è la nuova miniserie di Paramount+ ideata, scritta e diretta da Mark E. Swinton, autore e produttore televisivo di lunga esperienza. Composta da soli cinque episodi, ci trasporta in una delle tante periferie americane dove violenza e sopraffazione sono all’ordine del giorno.

ROUTE 187 – La trama
In una periferia dove tensioni sociali, degrado e criminalità fanno parte della quotidianità, un normale collegamento urbano diventa il filo conduttore di una vicenda che coinvolge decine di persone. Quando un episodio di estrema brutalità sconvolge il quartiere, le vite di residenti, cronisti e forze dell’ordine finiscono per intrecciarsi in modo imprevedibile.
Mentre le indagini avanzano, emergono rivalità nascoste, verità scomode e ferite mai rimarginate. Ogni personaggio è chiamato ad affrontare scelte difficili in un contesto in cui giustizia e sopravvivenza sembrano spesso incompatibili.

ROUTE 187 – La recensione
Intento degli autori della miniserie Paramount+ è raccontare l’effetto a catena generato da un singolo evento traumatico, mostrando come le conseguenze possano estendersi ben oltre le persone direttamente coinvolte. In un ambiente dominato dall’incertezza e dalla paura, continuare a cercare risposte significa non arrendersi e trovare la forza di reagire. Ma a quale prezzo?

Tra misteri, tensione emotiva e denuncia sociale, la narrazione restituisce un ritratto crudo e autentico della realtà urbana contemporanea. La città dove avvengono i fatti non è volutamente citata perché rappresenta tante realtà simili. ROUTE 187 si presenta quindi come denuncia sociale, puntando i riflettori su una realtà dell’America di cui si parla troppo poco perché la si dà per scontata, volgendo lo sguardo da un’altra parte.
Fra i personaggi, tutti neri, spicca quello del giornalista che lotta per tenere aperto il suo giornale, ancorato al racconto delle storie di quartiere, sempre pronto a raccogliere testimonianze e a tracciare il ritratto della realtà che lo circonda. Tutt’attorno si muovono spacciatori, donne sfrattate con tutto il mobilio in balia dei ladri, prostitute, aggressori e poliziotti stressati.

Sarà perché cinque episodi di mezzora sono pochi, ma il potenziale non è stato sfruttato abbastanza. La carne al fuoco è decisamente troppa, così resta tutto in superficie, con poco approfondimento delle trame e della psicologia dei personaggi. Peccato, perché le buone intenzioni c’erano tutte.
IL NOSTRO VOTO
7/10
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