Saronno ricorda Carlo Acutis, l’amico Federico: «La sua santità era nelle piccole cose»
Dai pomeriggi trascorsi insieme alle ultime settimane prima della morte, fino alla devozione che oggi coinvolge fedeli in tutto il mondo. Al Santuario della Beata Vergine dei Miracoli di Saronno, sabato 10 ottobre, il ricordo di Carlo Acutis è passato attraverso la testimonianza di Federico Oldani, amico conosciuto durante gli anni delle scuole medie. Un racconto personale, raccolto dal diacono Massimo Tallarini, che ha riportato l’attenzione sul ragazzo dietro la figura del santo.
Oggi ingegnere aerospaziale, Oldani ha ripercorso momenti di vita scolastica e passioni condivise, tra computer, automobili e Formula 1. A emergere è soprattutto il carattere allegro di Carlo, lontano dall’immagine di un adolescente isolato. «Innanzitutto era un ragazzo estremamente gioioso, allegro, pieno di energia», ha ricordato, tornando anche alle risate che durante una lezione costarono a entrambi l’allontanamento dall’aula.
Carlo Acutis, a Saronno il racconto dell’amico Federico Oldani
La generosità, invece, si manifestava senza clamore. Carlo si impegnava ad aiutare un compagno in difficoltà e aveva dedicato tempo anche a Federico prima dell’esame di terza media, ascoltandolo mentre ripeteva la tesina. Un’attenzione verso gli altri che si ritrovava anche nel modo riservato con cui viveva la propria fede.
Fra i passaggi più intensi dell’incontro, il ricordo dell’ultimo saluto, rimasto impresso nella memoria di Oldani, e della notizia del ricovero per leucemia. Non ci fu la possibilità di rivedersi prima della morte, avvenuta nel 2006, quando Carlo aveva appena 15 anni. Di fronte alla notorietà raggiunta dall’amico, Federico conserva soprattutto il rapporto personale: «È rimasto l’amico».
L’incontro ha lasciato spazio anche alle testimonianze raccolte dal Santuario attraverso lettere e messaggi di fedeli che chiedono l’intercessione di Acutis. Dopo il racconto, la preghiera e la celebrazione eucaristica hanno accompagnato il ricordo del giovane.
Per Oldani, il significato della sua eredità non si trova in gesti fuori dall’ordinario, ma nel modo di vivere le relazioni di ogni giorno: «La santità di Carlo, per come l’ho vissuta io, è assolutamente nelle piccole cose e nell’attenzione alle persone che si hanno vicino».




