Una protesta davanti al Municipio venerdì 16 ottobre alle 20.30, prima del Consiglio comunale. È la risposta del Comitato per la Tutela del Territorio dopo l’approvazione definitiva, il 6 ottobre, del Piano attuativo del data center di via Leoncavallo.
In un lungo comunicato diffuso dopo il via libera, i cittadini contestano soprattutto il metodo seguito dall’Amministrazione. Il punto di partenza è la petizione depositata l’11 settembre e sottoscritta da 1.019 cittadini. Tra le richieste c’erano la sospensione dell’approvazione del Piano e la convocazione di un’assemblea pubblica, per aprire un confronto con l’Amministrazione prima della decisione. Il 29 settembre il Sindaco Roberto Vumbaca aveva comunicato che l’incontro era “in corso di definizione”. Sette giorni dopo, il 6 ottobre, la Giunta ha approvato definitivamente il Piano. È proprio questa successione di fatti ad alimentare la protesta. “Una decisione che cambia così profondamente il territorio va presa con la cittadinanza”, scrive il Comitato. Per i promotori della petizione, un’assemblea convocata dopo l’approvazione non avrebbe più lo stesso peso di un confronto svolto prima, quando osservazioni e richieste avrebbero potuto incidere sulla decisione.
Le osservazioni e lo studio acustico
Nel comunicato il Comitato torna anche sugli atti presentati durante l’iter. Secondo la sua ricostruzione, 184 non sarebbero stati accolti e 35 sarebbero stati accolti solo parzialmente. Nessuno integralmente.
Tra i punti richiamati c’è lo studio acustico. Il Comitato sostiene che siano stati proprio i cittadini a segnalare un errore nella relazione, dove risultavano scambiate le indicazioni relative a “finestre aperte” e “finestre chiuse”, poi corrette dal Comune. Viene inoltre ricordata una previsione notturna di 45,1 decibel rispetto al limite di 45 in una delle aree considerate. Nei calcoli, aggiunge il Comitato, non sarebbero compresi i 48 gruppi elettrogeni.
Altro punto contestato è il rinvio alle successive procedure ambientali e autorizzative di verifiche su rumore, emissioni, generatori e paesaggio. Per il Comitato questi aspetti avrebbero meritato un confronto più approfondito prima del via libera al Piano.
“Non siamo un partito”
Nel documento i promotori tengono anche a distinguere la propria posizione da quella delle forze politiche. “Il Comitato non è un partito e non fa opposizione politica. Siamo cittadini di ogni orientamento”, precisano, sostenendo che la vicenda abbia inciso prima di tutto sulla fiducia nelle istituzioni.
Venerdì il presidio davanti al Municipio
Intanto venerdì sera il data center tornerà anche in Consiglio comunale. Tra i punti all’ordine del giorno c’è la declassificazione e sdemanializzazione di alcuni tratti delle strade vicinali per Saronno e della Fauda.
In parole semplici, quei tratti oggi pubblici perderebbero la loro natura demaniale e potrebbero essere successivamente ceduti. Secondo il Comitato si tratta di un passaggio verso la vendita ad Aster Srl, uno dei soggetti attuatori del Piano, per riunire l’area interessata dal progetto.
Per questo il Comitato invita i cittadini a ritrovarsi alle 20.30 davanti al Municipio e poi a entrare insieme in aula per seguire il Consiglio comunale convocato alle 20.45.




