Le scritte contro i Carabinieri apparse sui muri di Lainate sono finite sulle pagine social del ministro Salvini, suscitando l’indignazione su scala nazionale.
L’episodio di vandalismo e odio contro le Forze dell’Ordine a Lainate accende il dibattito politico nazionale e fa il giro del web. Teatro della vicenda è la frazione di Barbaiana a Lainate, in piazza del Mercato, dove la scorsa notte i muri di una struttura pubblica sono stati deturpati con pesanti insulti e minacce indirizzate all’Arma dei Carabinieri.
Frasi come «Mamma non temere non farò mai il Carabiniere» e la ben più inquietante «L’unico sbirro buono è lo sbirro morto» hanno scatenato un’immediata ondata di indignazione che, nel giro di poche ore, è rimbalzata dai palazzi della politica ai feed dei principali social network.
Lainate, il post di Matteo Salvini: “Chi offende i Carabinieri offende lo Stato”
A dare massima risonanza nazionale all’episodio è stato il Ministro Matteo Salvini. Il leader della Lega ha ripreso la notizia sulle sue pagine social ufficiali, scagliandosi duramente contro gli autori del gesto, definiti nell’opinione pubblica come “i soliti idioti”.
Questo il commento perentorio affidato a internet dal Ministro, un messaggio di vicinanza immediata alle divise che ha raccolto in pochi minuti migliaia di interazioni, tra condivisioni e commenti di solidarietà da parte degli utenti.
Sulla stessa linea di totale condanna si è espresso l’onorevole rhodense Fabrizio Cecchetti, che ha rincarato la dose definendo l’atto come “vile e inaccettabile”.
Mentre il caso politico e social continua a montare, sul fronte locale le forze dell’ordine sono già al lavoro per dare un volto e un nome ai vandali. I responsabili potrebbero avere le ore contate: l’area di piazza del Mercato a Barbaiana è infatti coperta da diversi occhi elettronici. Gli inquirenti stanno analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza cittadina, le cui immagini saranno fondamentali per incastrare gli autori del gesto e chiamarli a rispondere delle proprie azioni davanti alla giustizia.





