Una ricercatrice dell’università di Padova ha vinto un bando europeo da 4 milioni di euro per studiare la mente dei polli. Mi fa piacere, ma, se avessi partecipato io, forse quei soldi li avrebbero dati a me, almeno come “consolazione”.
Dovete sapere che io studio da anni galline e galli e la loro intelligenza. Sì, perché mia moglie ha un pollaio nel quale le galline sono intelligenti, ma il gallo no, è un imbecille.
Le galline tutte le sere entrano a scaldarsi nella casetta del pollaio, lui no, se ne sta al gelo. Mia moglie ovviamente non può accettare una simile sofferenza, così ogni sera dobbiamo uscire di casa, raggiungere al freddo il pollaio, entrare al buio con la torcia in mezzo al fango, prendere il gallo imbecille che dorme sul trespolo, metterlo dentro alla casetta con le galline e tornarcene a casa. Ogni santa sera, perché il gallo proprio non capisce che deve entrare da solo.
Lo so, ci vuole tanta pazienza in un rapporto tra marito e moglie, perché ognuno ha le sue “fisse” e le sue manie e l’altro deve capirle se vuole andare d’accordo. E io lo faccio. Ma ogni sera mi viene da pensare: nella nostra cultura maschilista la parola “gallo” è sempre associata all’immagine di un “figo”, mentre la parola gallina è sinonimo di “stupida”. Ma siamo sicuri che, in realtà, non sia vero il contrario? Lo chiederò alla ricercatrice.
Piero Uboldi
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram






