Arese, l’Atelier per la pace cerca una “casa” per organizzare le attività.
Sembra un gioco beffardo del destino che l’associazione Atelier per la pace si ritrovi senza uno spazio operativo. E già, con la ventesima spedizione umanitaria del 23 aprile scorso, non dispone più di un luogo in cui stoccare le raccolte alimentari, preparare i pacchi, smistare le donazioni, accogliere le visite dei gruppi scolastici, organizzare le spedizioni. Non se lo aspettava che, dopo 4 anni di grande impegno e cuori generosi, potesse trovarsi alle prese con grosse difficoltà logistiche. Ma l’associazione non si è persa d’animo e ha lanciato un appello al buon cuore della comunità .
Atelier per la pace ad Arese, si cerca un magazzino per gli aiuti
«Per poter continuare l’esperienza – afferma Annamaria Toth dell’Atelier per la pace – abbiamo bisogno di uno spazio: un luogo dove raccogliere, preparare e condividere solidarietà. Cerchiamo un magazzino, un laboratorio, uno spazio anche semplice, che possa diventare la nuova casa delle attività di Atelier per la Pace. Chiunque possa aiutarci con uno spazio, una segnalazione o una condivisione può fare la differenza. Perché la solidarietà ha bisogno di persone, ma anche di un tetto sotto cui continuare a vivere».
Il progetto, che l’associazione è riuscita ad allestire, è valso a organizzare numerose spedizioni e dare così aiuto, speranza e conforto, ma anche generare benessere e legami. Un’esperienza che ha avuto il pregio di coinvolgere tanti giovani, che sentendosi utili si sono impegnati con costanza e senso di responsabilità. Ma anche gli anziani della “Gallazzi-Vismara” con la realizzazione di manufatti in lana hanno concorso agli invii in Ucraina.
Per loro un’occasione preziosa di partecipazione, energia e motivazione. I bambini dai 4 ai 10 anni hanno dato il loro contributo quando in occasione delle spedizioni hanno osservato da vicino il lavoro svolto e hanno fatto domande e attaccato i loro disegni sulle scatole destinate ai bambini ucraini. Infine diverse aziende familiari hanno offerto il loro sostegno in vario modo. Sarebbe davvero grave che l’esperienza s’interrompesse sul più bello perché nessuno si faccia avanti.
Domenico Vadalà




