È il giorno dopo i funerali di Camilla Copparoni, Riccardo Provasi e Lorenzo Benin. Oltre duemila persone hanno voluto esserci per salutarli e stringersi attorno alle loro famiglie.
Sono passati appena undici giorni dalla tragedia del canale Villoresi. Paderno Dugnano si è fermata per ricordare i sogni, le speranze e chi erano i tre diciassettenni la cui vita si è interrotta nelle acque del Villoresi dopo il ribaltamento dell’auto su cui viaggiavano in nove.
Le tre bare bianche accompagnate dagli amici
Le tre bare bianche ricoperte di fiori sono state accompagnate all’altare dagli amici e dalle famiglie dei tre ragazzi. La parrocchia di Santa Maria Nascente ha contenuto a fatica solo i conoscenti più stretti- In strada, tutta la città si è aggiunta per portare il suo cordoglio in una giornata di lutto cittadino. Proprio i ricordi più caldi, personali di chi ha conosciuto e visto crescere questi ragazzi hanno aperto la cerimonia.
La commozione dei genitori dei tre ragazzi
“Ogni volta che uscivi di casa ti dicevo ‘fai attenzione’ e tu mi dicevi di stare tranquilla: quanto vorremmo risentire la tua voce – hanno detto i genitori di Lorenzo leggendo una lettera rotta più volte dalla commozione -. Noi non avremmo mai potuto desiderare un figlio migliore di te. Un figlio si porta in grembo per nove mesi, ma nel cuore per tutta la vita”. Il papà di Riccardo ha provato a rispondere alle critiche feroci e ingiustificate ricevute nelle ore successive alla tragedia. “Che c’è chi scrive che ve la siete cercata, non mi interessa. Chi è qua oggi dimostra quanto eri unico. Mi sono pentito solo di non averti baciato di più: stringete i vostri figli, abbracciateli. Riccardo dacci la forza per andare avanti”.
Il ricordo degli amici di Camilla: “Chiedete aiuto ai vostri genitori”
E poi i tanti amici hanno ricordato semplici gesti, abitudini di Camilla sul suo feretro c’era la maglietta con il numero 26 della Jolly Palazzolo, la sua squadra di pallavolo. “Non potrò più vederti, sento un vuoto nello stomaco a non sentire più la tua voce. Quel tuo sorriso brillante, chi lo potrà più dimenticare. Portavi luce nei momenti bui e rendevi tutto più leggero: vivremo per te”. Oggi per questi ragazzi c’è un’altra consapevolezza: “Continueremo a fare casino anche per voi, magari con la testa. Siate prudenti perché la vita può sfuggire, non abbiate paura di chiamare i vostri genitori: la vera maturità è chiedere aiuto per quanto ci costi”.
L’omelia del Vicario: ci sentiamo ammutoliti
Le esequie sono state officiate dal vicario episcopale don Antonio Novazzi: “Tutti si domandano: che cosa è accaduto? È come un buio improvviso in una serata di festa – ha detto nell’omelia – Ci sentiamo ammutoliti e coperti da domande a cui non sappiamo dare risposte. Troppe volte ci accorgiamo del valore della vita e degli amici, quando li perdiamo”. Al termine della cerimonia sono stati lanciati palloncini bianchi in cielo in omaggio a queste tre vite spezzate troppo presto.





