di Stefano Di Maria
Il nuovo anno è cominciato su Netflix con la nuova miniserie FUGA (titolo originale RUN AWAY) di Harlan Coben, che ha firmato col colosso dello streaming un contratto milionario cedendo i diritti dei suoi lettissimi romanzi. Un prodotto che rispecchia tutti i canoni dei precedenti titoli, assolutamente riconoscibile e per questo senza nulla di speciale che lo differenzi.
Qui sotto il trailer ufficiale di Netflix Italia
FUGA – RUN AWAY – La trama
Simon ha una vita perfetta: l’amore della moglie e dei figli, un ottimo lavoro, una casa splendida. Ma tutto crolla quando la figlia maggiore Paige scappa di casa. Dopo averla trovata sotto l’effetto di droghe e vulnerabile in un parco cittadino, ha finalmente l’occasione di riportare a casa la sua bambina. Ma lei non è sola e una discussione degenera in una violenza scioccante. Dopo l’incidente Simon perde di nuovo la figlia e mentre tenta di rintracciarla finisce in un pericoloso mondo sotterraneo, svelando oscuri segreti che potrebbero distruggere per sempre la sua famiglia.

FUGA – RUN AWAY – La recensione
Anche stavolta bisogna approcciarsi all’opera di Coben come mero prodotto d’intrattenimento e niente più: al termine dell’adrenalinica visione, di fatti, non resta nulla se non la sensazione di avere trascorso delle ore distraendosi piacevolmente dalla realtà.
Per proseguire la pur elettrizzante visione bisogna sospendere l’incredulità oltre ogni modo, facendosi avviluppare dalla trama senza pensare a tutto ciò che non funziona: vuoti narrativi, situazioni a dir poco improbabili, coincidenze irrealistiche e solo funzionali alla scrittura. La forza di Coben, tuttavia, è creare armonia fra lo story telling principale e linee narrative solo in apparenza insignificanti ma in realtà correlate (almeno per la maggior parte). Alla fine degli otto episodi il mosaico si completa con ogni tessera del puzzle messa al suo posto, con tanto di spiegone per i più distratti. L’impressione finale è che la storia fili liscia e che abbia addirittura un senso, ma è solo un paradosso confermato dalla totale dimenticabilità della miniserie.

Con FUGA – RUN AWAY è stato certamente sprecato un ottimo potenziale: la scomparsa di una figlia avrebbe potuto essere approfondita meglio nelle sfaccettate reazioni familiari e implicazioni psicologiche. Ma non è questo l’obiettivo della serialità targata Coben, per cui alla fin fine va bene così.
IL NOSTRO VOTO
7
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