di Stefano Di Maria
Sta spopolando su Netflix IO SONO NOTIZIA, la docuserie su Fabrizio Corona. Produzione Bloom Media House, diretta da Massimo Cappello, scritta da Marzia Maniscalco e Massimo Cappello, è saldamente in prima posizione nella top ten. E’ dal 9 gennaio, giorno del rilascio, che non si schioda dal vertice delle serie più viste, anzi sembra destinata a restarci ancora a lungo mentre sui social continua a far discutere. Ecco la nostra recensione.
Qui sotto il trailer ufficiale di Netflix
https://www.youtube.com/watch?v=5gNQvWbDw38

IO SONO NOTIZIA – Tra fiction e realtà
La docuserie in cinque episodi, attraversando l’era berlusconiana, l’avvento dei social e le contraddizioni della giustizia italiana, racconta le vicende che hanno reso famoso il figlio di Vittorio Corona, giornalista visionario che ha plasmato l’editoria degli anni Ottanta. Fabrizio cresce con l’ossessione di dimostrarsi all’altezza. Se il padre viene emarginato dal sistema, lui decide di mangiarsi quello stesso sistema dall’interno, trasformando il gossip in un’arma di potere e identificando nel denaro l’unico metro di giudizio dell’affetto e del successo.
Fino all’inchiesta Vallettopoli: l’accusa di estorsione trasforma il golden boy in un nemico pubblico, segnando però al contempo la nascita definitiva del suo personaggio, svelando un uomo capace di trasformare la propria esistenza in uno spettacolo disperatamente vitale, in una vita costellata da personaggi surreali e situazioni tragicomiche, in cui realtà e finzione il più delle volte si confondono. Inizia così una guerra mediatica e giudiziaria combattuta a colpi di prime pagine e dichiarazioni incendiarie destinate a polarizzare e dividere l’opinione pubblica italiana.
Tra le oltre 20 interviste e contributi nella docuserie figurano Marianna Aprile, Mauro Coruzzi aka Platinette, Lele Mora, Nina Morić, Marysthell Polanco, Francesca Persi, Marco Travaglio e Costantino Vitagliano.
![]()
IO SONO NOTIZIA – La recensione
Genio della comunicazione o manipolatore senza scrupoli? Vittima o carnefice? E’ questo l’interrogativo di fronte al quale ci pongono gli autori di IO SONO NOTIZIA, che non esprimono giudizi ma ci spiattellano in faccia (se ancora ce ne fosse bisogno) il personaggio Fabrizio Corona: con tutti i suoi pregi e molti difetti. Ne scaturisce il ritratto di un uomo assolutamente discutibile ma dall’innegabile genialità e che non ha mai avuto paura di niente e nessuno. Dove il padre cercava la verità, Fabrizio trovava il business, costantemente concentrato nel vendere vite altrui.
Pur ripercorrendo gli amori finiti male, le accuse e la detenzione in carcere, IO SONO NOTIZIA ha toni da tragicommedia che inducono lo spettatore all’assoluzione o alla condanna col sorriso. Toni che regista e autori ritengono adatti per raccontare un uomo fuori dagli schemi, che cade sempre in piedi e arriva a fare business con la sua stessa immagine quando perde tutto. Viene così svelato l’antieroe dietro la maschera del superuomo.

IO SONO NOTIZIA, comunque, è un racconto senza filtri che non vuole essere la biografia del “Re dei Paparazzi” ma l’affresco di un Paese che, dagli anni Novanta a oggi, ha smesso di distinguere la differenza tra realtà e reality. Ecco allora che l’uomo privo di scrupoli Corona sembra incarnare tutti i difetti dell’Italia di quei tempi, per poi – paradossalmente – quasi prenderne le distanze. Un personaggio che divide inevitabilmente, scatenando tifoserie e godendo, malgrado tutto, di un vasto seguito. Domandiamoci perché.
IL NOSTRO VOTO
7
Trovate tutte le nostre recensioni qui
https://www.ilnotiziario.net/wp/serie-tv/




