di Stefano Di Maria
Ci si aspettava molto da UNCOUPLED, con protagonista il famoso Neil Patrick Harris (HOW I MET YOUR MOTHER, UNA SERIE DI SFORTUNATI EVENTI), invece la serie targata Netflix si è rivelata appena da sufficienza, infarcita di cliché sul mondo gay e di situazioni viste e riviste. Un’occasione sprecata per lo show di Darren Star (creatore di SEX IN THE CITY): c’erano tutti gli ingredienti, non ultimo il cast di tutto rispetto, per renderlo un prodotto che raccontasse l’abbandono coniugale con originalità, invece i titoli di coda trasmettono quel senso di delusione che ormai troppo spesso solo le serie Netflix tendono a lasciare.

UNCOUPLED – LA TRAMA
La miniserie, in otto episodi di mezzora, racconta di Michael, il quale di punto in bianco viene lasciato da Colin proprio il giorno del 50mo compleanno del compagno. In chiave comedy vediamo quindi il protagonista alle prese col ritrovarsi improvvisamente single, pieno di paure sul suo futuro, che vuol trovare il coraggio di fare nuove conoscenze ma ha in testa sempre il suo Colin. Attorno a lui una girandola di improbabili personaggi che lo aiutano e supportano in questa nuova fase della vita, infondendogli coraggio e incitandolo a non tirarsi indietro di fronte a nuove possibili relazioni, che siano sessuali o meno. Riuscirà il nostro eroe a riacquistare fiducia in se stesso e nel futuro?

UNCOUPLED – LA RECENSIONE
A dispetto dell’ottima interpretazione di Harris, UNCOUPLED ha una scrittura piena di verve e per nulla noiosa, ma scontata (quante storie così abbiamo già visto?) e piena di stereotipi sul mondo omosessuale. E’ come se la serie volesse gettare in faccia allo spettatore, fin dal primo episodio, che è un prodotto che più gay non si può: l’omosessualità di Michael, invece, avrebbe potuto essere una sfaccettatura delle tante, non la sua unica caratteristica, rendendolo così più umano, senza fargli correre il rischio di diventare una macchietta. Una scelta reiterata in tutti i personaggi che lo circondano, fra i quali di eterosessuali nemmeno l’ombra mentre le donne amiche dei gay – in questo contesto – non potevano che abbondare.

UNCOUPLED è uno show che si lascia comunque guardare, se non altro per la sua leggerezza e l’ambientazione newyorchese che affascina sempre, ma è tutto fuorché indimenticabile. Non sappiamo ancora se ci sarà una seconda stagione, ma ce n’è davvero bisogno? Almeno di rivoluzionare tutto, ma a quel punto sarebbe un’altra serie.
Voto: 2 su 5
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