di Stefano Di Maria
C’è una miniserie Netflix assolutamente da non perdere: è RIPPLE – INCRESPATURE, che racconta le vite di gente comune ponendo l’accento su quanto destino e scelte possano cambiare la vita. Una gemma che esce dallo sconfinato catalogo di Netflix come qualcosa di raro per com’è confezionata e per le riflessioni che induce. Questa è la nostra recensione.

RIPPLE, INCRESPATURE – La trama
Un uomo in lutto, una produttrice musicale, un padre in crisi, una cantante combattuta e… un sassolino che causa un effetto a catena collegando le loro vite. Le loro esistenze semplici, comuni, senza nulla di straordinario, mostrano l’unicità delle persone e l’importanza delle relazioni contro la solitudine e l’isolamento.

RIPPLE, INCRESPATURE – La recensione
C’era proprio bisogno, in questi tempi bui, di una serie come RIPPLE, INCRESPATURE. E’ un inno alla vita, ai legami autentici, ai buoni sentimenti (ma non scontati o stucchevoli), al rapporto fra destino e scelte proprie. Ogni personaggio è protagonista di una storia corale, in cui l’unicità di ciascuno è una ricchezza per gli altri e ogni accadimento è l’occasione per stringere nuovi amori o amicizie. Come le increspature che si creano gettando un sasso nell’acqua, tutte le vite sono correlate da eventi più o meno casuali o dalla decisione di un momento.
La serie firmata da Michele Giannusa è un invito a riflettere su cosa ci accade intorno o sul nostro passato, ma anche a vivere il presente e non perdere mai la speranza sul futuro, perché in qualunque istante può succedere qualcosa di imprevedibile in grado di cambiare tutto.

In RIPPLE – INCRESPATURE ogni interprete padroneggia al meglio il suo personaggio, rappresentato nelle sue sfaccettature psicologiche, motivando le sue scelte in modo convincente e lasciando la chance di riscattarsi sempre e comunque. E’ su quest’ultimo aspetto che ci piace soffermarci: nella miniserie Netflix non ci sono cattivi, non c’è violenza ma solo persone comuni, anche senza nulla di speciale, in cerca di felicità o quanto meno di serenità. E’ una storia di sofferenza ma pure di rinascita, di diffidenza nel prossimo che si trasforma in fiducia, di amicizia e di amore. Tutti ingredienti per i quali non c’è bisogno di un ritmo serrato né colpi di scena: addirittura c’è chi comincia una relazione senza scambiarsi per settimane nemmeno un bacio. Vedere per credere.
A fare da sfondo è una New York bellissima, sfavillante di luci, come a voler illuminare le esistenze dei tanti protagonisti, caotica come la vita ma anche affascinante e attrattiva come solo le persone sanno essere.
IL NOSTRO VOTO
7,5
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