di Stefano Di Maria
Torna su Netflix L’UOMO DELLE CASTAGNE. Tratta dal nuovo romanzo di Søren Sveistrup, pubblicato da Rizzoli, la seconda stagione non è per nulla deludente come si temeva e con tutte le carte in regola per un binge watching da weekend.

L’UOMO DELLE CASTAGNE 2 – La trama
Una donna quarantunenne scompare. Quando la polizia analizza le sue tracce digitali, scopre che è stata perseguitata per mesi. Il colpevole, non ancora identificato, ha giocato involontariamente a nascondino con lei, sorvegliandola e inviandole non solo immagini e video, ma anche una canzone simile a una filastrocca all’apparenza innocente. Quando la donna è trovata assassinata, diventa chiaro che questo caso può essere collegato al simile omicidio irrisolto di una studentessa diciassettenne trovata morta due anni prima. Ma qual è il collegamento tra le due vittime? E quando il colpevole ricomincerà a giocare a nascondino?
Mark Hess e Naia Thulin conducono ancora una volta le indagini, ma il rapporto tra i due detective è complicato.

L’UOMO DELLE CASTAGNE 2 – La recensione
L’atmosfera che si respira nel corso degli episodi è la stessa della prima stagione: fredda e gelida, con la natura che, opprimente, fa da sfondo alle vicende trasmettendo una sensazione di angoscia, quasi di claustrofobia. La tensione si avverte fin dalle prime sequenze, dipanandosi per l’intera stagione senza mai smorzarsi né scomparire del tutto grazie al ritmo incalzante.

Tema centrale di questo secondo capitolo de L’UOMO DELLE CASTAGNE è il trauma familiare e il dolore che ci si trascina nel tempo, scandagliati con un approfondimento psicologico che richiama alla mente la già efficace prima stagione: i personaggi vengono mostrati in tutte le loro fragilità, creando massima empatia con lo spettatore. Tanto più i due detective, che conducono l’indagine fra non detti, travaglio interiore e fiducia reciproca.
In definitiva, fatti salvi alcuni aspetti e situazioni poco credibili, forzature comunque perdonabili, L’UOMO DELLE CASTAGNE 2 espande l’universo narrativo della prima stagione mantenendone i connotati e puntando tutto sull’emotività. Caratterizzandosi con una propria identità indipendente dal romanzo.
IL NOSTRO VOTO
7,5
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