
Al comando della polizia locale ha chiesto aiuto un uomo di 41 anni che blaterava frasi sconnesse e incomprensibili: parlava solo inglese, continuando a ripetere “Help me”.
L’agente municipale in servizio ha cercato di approfondire la conoscenza del giapponese: l’unica certezza era che aveva con sé i documenti. Sentita anche la parola Niguarda, il vigile si è premurato di chiamare l’ospedale milanese, apprendendo che era stato ricoverato lì per problemi psichiatrici dopo un trattamento sanitario obbligatorio.
Chissà come, era approdato a Caronno. A quel punto, non sapendo più che fare, l’agente ha chiamato il consolato giapponese a Milano, venendo così a sapere che “è persona a noi nota per i suoi problemi mentali”.
C’è voluta qualche ora, fino a quando il funzionario consolare ha avvisato il vigile che “sta per arrivare il console giapponese. Si farà carico lui di questa situazione”.
Così, mezz’ora dopo, è arrivato il console generale Shinichi Nakatsugawa, che ha riportato il 41enne dal padre, col quale sarebbe già dovuto ripartire per il Giappone da giorni.


