di Stefano Di Maria
Nel mare magnum di noir e gialli scandinavi, si attendeva da tempo un prodotto diverso, che si distinguesse dagli altri. Ebbene, è arrivato su Netflix DETECTIVE HOLE, che appena rilasciato dalla piattaforma si è subito meritato i primi piazzamenti nella top ten. Ecco la nostra recensione.
Qui sotto il trailer ufficiale rilasciato da Netflix Italia
DETECTIVE HOLE – La trama
Creata da Jo Nesbø, uno dei più grandi narratori di crime fiction, la serie targata Netflix è un giallo con serial killer che ha come protagonista il famoso antieroe Harry Hole. Si tratta di un dramma incentrato su due agenti di polizia (e presunti colleghi) che operano su fronti opposti della legge.
Nel corso della prima stagione, Harry si scontra con il suo avversario di sempre, il detective corrotto Tom Waaler. Harry è un brillante ma tormentato investigatore della omicidi che lotta con i suoi demoni. Mentre i due si muovono tra i labili confini etici del sistema giudiziario, Harry deve fare tutto il possibile per catturare un serial killer e consegnare Waaler alla giustizia prima che sia troppo tardi.

DETECTIVE HOLE – La recensione
Tobias Santelmann è da urlo nei panni di Harry, il disturbante e allo stesso tempo affascinante protagonista della serie: perfettamente calato nella parte, incarna il personaggio del romanzo con tutto se stesso, restituendo l’animo tormentato di un uomo segnato da lutti, sensi di colpa e fallimenti che affoga nell’alcol. Quasi commovente il legame che suo malgrado crea col figlio della donna con cui ha una relazione: i loro sono momenti di tenerezza che quasi stonano con il crime della serie, ma che rappresentano quello spiraglio di luce che può farlo uscire dal tunnel. Harry non è un personaggio che si dimentica: dopo i titoli di coda dell’ultimo episodio, ti resta dentro per giorni, con la consolatoria certezza che questo magnifico detective – così attraente e respingente a un tempo – tornerà in una seconda stagione.

Dal punto di vista della scrittura, l’originalità della serie sono i due filoni narrativi paralleli: da un lato il giallo degli omicidi commessi, dall’altro il piano per smascherare l’inquietante doppiogiochista collega di Harry, Tom Waaler, efficacemente interpretato dall’ottimo Joel Kinnaman.

Ma c’è una terza protagonista di questa serie che ha lasciato il segno: è la città di Oslo, cristallizzata da una fotografia che passa con naturalezza dai vicoli di periferia più malfamati alle piazze del centro, indugiando sulle sculture i cui volti sono lo specchio della paura, dell’angoscia e dei segreti dei personaggi in carne e ossa. Il ritmo è serrato, non lascia tregua, spingendo al binge watching fino a completare il mosaico dei misteri e dare appuntamento alla nuova stagione con un imprevedibile colpo di scena.
IL NOSTRO VOTO
8
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