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L’Europa sta cambiando, si sta chiudendo di fronte all’ondata di migranti che la sta invadendo da sud. Si è già chiusa la Danimarca, che ha imposto leggi severe sull’immigrazione, e presto potrebbe chiudersi anche la Svezia, il Paese più socialdemocratico e accogliente del continente. Il governo svedese l’altroieri è caduto e il Paese (che aveva votato a settembre) dovrà tornare di nuovo alle urne il 22 marzo. Segnatevi questa data, 22 marzo 2015, perché potrebbe essere molto significativa. Dovete sapere infatti che anche in Svezia, come in Italia, esiste il Partito democratico, o meglio, esistono i “Democratici svedesi”, però sono molto diversi, per estrazione, rispetto al Pd italiano: i Democratici svedesi sono nati dall’unione di gruppi e gruppuscoli di estrazione neonazista e oggi, abbandonata (si spera non solo a parole) l’ideologia neonazista, sono diventati un partito fortemente xenofobo, ossia contro l’immigrazione straniera. Ebbene, alle elezioni del 2006 hanno preso il 2,9%, nel 2010 il 5,7%, nel 2014 il 12,9%. L’altroieri sono stati decisivi nel far cadere il governo svedese, crollato formalmente sul bilancio ma in realtà proprio sulla contestazione delle politiche di accoglienza.
Il 22 marzo, dunque, la Svezia deciderà se chiudere o no le sue porte. Se vincerà la xenofobia, come effetto a catena è facile immaginare che nel giro di qualche anno la seguiranno molti altri Paesi del Nord, dove oggi si dirigono gran parte dei migranti che sbarcano in Italia. A quel punto, che cosa succederà nel sud Europa?
Piero Uboldi
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